11 dicembre 2016

Devi amarti


Se a qualcuno non interessa ciò che dici
non accanirti a parlare mille lingue
e a impararne di nuove
non c'è lingua adatta per chi non vuole ascoltare.

Se ogni volta una scusa,
la macchina il cellulare la febbre la fila all'ospedale
rassegnati: non ha desiderio di passare del tempo con te.

Àmati. Taglia questi legami vampireschi.
Non c'è bisogno del dramma e della lite,
la rabbia presuppone che ci speri ancora
Se ti ami, non sperarci.
Smetti di aspettare.

Sono parassiti. Inconsapevoli, spesso.
Ci sono se possono prendere
ci sono se non hanno altre alternative
ci sono se sei la terza, la quarta o l'ultima opzione
Hanno altre qualità, sono anche brave persone spesso
Nessuno è bianco o nero, buono o cattivo
Ma sono parassiti
ti prosciugano le energie.

Ti diranno sempre no continuando a dire sì.
È questo che vuoi per te?
È in questo modo che ti vuoi amare?

Àmati. Scegli relazioni che ti fanno bene
E vigila costantemente
per non essere vampiro di nessuno
Impegnati a dire sì quando vuoi dire sì
E a dire no quando non vuoi.

Imparerai che rispettare gli altri ed essere sincero
significa già amare te stesso.

(Christian Giordano)


30 novembre 2016

La fedeltà sessuale non è garantita al 100%, il test per l'HIV sì

Ora potete fare il test per l'HIV a casa e con una spesa minima. Un'occasione in più per monitorare il vostro stato di salute.

Il 1° dicembre si tiene ogni anno la Giornata Mondiale contro l'AIDS. Ancora oggi 11 persone al giorno contraggono l'HIV, il 40% non lo dice ai familiari e il 5% lo nasconde anche al partner.

Da domani con solo €20 e 15 minuti di attesa potrete sapere se avete contratto l'HIV. Da domani verrà venduto nelle farmacie un kit per fare l'autotest. Se avete avuto rapporti a rischio potete fare il test senza dovervi recare in ospedale.
La Lila ci spiega quali sono i vantaggi di una diagnosi precoce:
«innanzitutto la possibilità per le persone con Hiv di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno; inoltre, la tempestiva consapevolezza di avere l’Hiv, offre alle persone la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. È importante sapere che i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori per chi inizia precocemente il trattamento; le terapie sono inoltre in grado di diminuire la capacità infettiva dell’Hiv rendendo estremamente improbabile la trasmissione del virus ad altre persone.
Per le persone che risultano Hiv negative, il test offre invece un vantaggio in termini di certezza e tranquillità.»
Sarebbe una cosa buona che il test venisse fatto anche da chi è sposato o in coppia monogama. Perché è inutile nascondersi dietro a un dito: sappiamo tutti che l'infedeltà coniugale riguarda almeno il 60% delle coppie (non solo le coppie degli altri) e non è detto che voi o il vostro partner sappiate di aver contratto una malattia. Molti continuano a credere che l'HIV riguardi solo gli eroinomani e i lussuriosi pervertiti. In realtà:
«dal 1985 al 2014 la proporzione dei tossicodipendenti per ago è passata dal 76,2% al 3,8%, mentre l’84,1% delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo: 43,2% etero e 40,9% Msm (rapporti omosessuali maschili). È il sesso quindi, di gran lunga, il principale veicolo di trasmissione del virus»
Il test si può fare presso gli ospedali e i centri di malattie infettive (in alcuni è  gratuito in altri si paga un ticket). Ma ora che c'è la comodità dell'autotest avete un'occasione in più per monitorare il vostro stato di salute, no?

PS. Non mi pagano per fare pubblicità al prodotto, ma se i produttori volessero farmi un Regalo di Natale... 😃
PS2. Seriamente, fate un controllo se avete avuto rapporti a rischio. E ricordate che tramite rapporti sessuali non protetti o scambio di fluidi non si contrae solo l'HIV ma anche l'Epatite, la Sifilide e numerose altre malattie, per cui non abbassate la guardia.

Videoricette e blog di cucina

Cosa ci spinge a mantenere il titolo della ricetta anche se non ci piace la ricetta?

Oggi la tv e il web sono infestati di gare di cucina, ricettari, cuochi sadici, rugbisty chef, blog con le ricette della nonna, tagliatelle di Nonna Pina..
È paradossale che si parli così tanto di cucina proprio ora che si cucina così poco e 2 pasti su 3 li consumiamo al bar o al ristorante.

Cercate un blog di cucina. Uno qualsiasi. Li riconoscete dallo sfondo rosa con scritta verde (font Comic Sans, ovviamente) e dalle foto sfocate. Fatto? Bene. Ora prendete una ricetta a caso:
La cucina di Giananselma
RICETTA di TORTELLINI CON NOCI, KIWI E SALSA DI RABARBARO
Ecco i commenti tipici (compresi superlativi e segni di interpunzione):
  • «Yuuuummm buonissima leggerissima e stradigeribilissima!!!!! Non l'ho provata, ma si vede dalla foto che è gustosa» [Beh, certo, quando vedi una foto la prima cosa di cui ti accorgi è il livello di digeribilità, no?]
  • «Bravissima, Giananselma??!!! Anche io la faccio così. Però al posto dei tortellini uso le trofie e al posto delle noci preferisco il salame. E siccome che il verde dei kiwi a mio marito non gli piace, uso la mela cotogna» [Come quelli che fanno la carbonara ma senza guanciale perché sono vegetariani, senza uovo perché non lo digeriscono e senza pepe perché sono allergici. E dato che sono a dieta, non ci mettono neppure la pasta. Però è carbonara, eh, guai a dire il contrario!]
  • «Visita www.lemiericettesonolepiùbuonedelletue.gnam» [L'immancabile spam]
  • «Giananselma, ti sei dimenticata i 3 milligrammi di rafano neozelandese. Senza i 3 milligrammi di rafano neozelandese la ricetta fa schifo, non capisco come sia possibile proporre ricette senza alcuna competenza in materia» [Il Precisino della fungia© non manca mai. Se non altro è l'unico che parla della ricetta]
  • «Wow, troppo buoooona!!! Visita www.ilmiosistoèmegliodiquellochestateleggendo.com» [marketing selvaggio 2]
  • «Che ricetta originale! Ma secondo voi la salsa di rabarbaro, le noci e il kiwi sono necessari o posso usare il Sugo Pronto Barilla al tonno?» [Dubbi legittimi, no?]
Quando leggo i commenti di chi vuole fare il Tiramisù senza mascarpone, senza savoiardi, senza cacao amaro senza uova e ommioddio assolutamente senza caffè e senza zucchero, ci mancherebbe!, mi viene in mente "Lo scrutatore non votante", i francescani ricchi, i freudiani comportamentisti, gli ambientalisti inquinanti, i vegani che però una fetta di torta ogni tanto, un maglioncino di lana, una borsetta di pelle... 

Ma cosa spinge una persona a lasciare l'etichetta "Caffè" sul barattolo e riempirlo di sale? Per quale motivo sentono questo disperato bisogno di mantenere il titolo della ricetta anche se non gli piace la ricetta?
Non lo so.
O forse lo so, ma siccome questo è un post umoristico non lo spiegherò qui 😂😂. Però se fate i peperoni ripieni senza peperoni e senza ripieno qualcosa che non avete ancora risolto a livello psicologo ce l'avete, ne siete consapevoli, veroooooooooooo????!!!!



18 novembre 2016

Una mela alla più bella

Cosa c'entra Biancaneve con la Guerra di Troia, il Giardino dell'Eden, re Davide e Betsabea?

biancaneve

Guardate i bambini: desiderano con tutte le forze un orsacchiotto o un giocattolo. E quando lo ottengono, ci giocano un po' e poi lo mettono in un angolo. Noi adulti non siamo molto diversi: che si parli di relazioni sentimentali o di uno smartphone, quando otteniamo ciò che avevamo desiderato lo sostituiamo con uno nuovo.

Iniziamo da Biancaneve

Sarebbe interessante chiedersi come mai sia così importante per la Matrigna essere la più bella. E sarebbe ancora più interessante poterle chiedere di esplicitare quella che in grammatica trasformazionale viene definita "cancellazione": più bella... di chi?

Chi stabilisce chi è la più bella? E in base a quale criterio?

Chi conosce la mitologia classica avrà già intuito che in Biancaneve sopravvivono alcuni elementi del mito di Elena di Troia. Vi riassumo brevemente il racconto:
Un giorno sull'Olimpo si stava svolgendo il banchetto nuziale di Peleo e Teti ed erano stati invitati tutti, persino Ade e Proserpina (sovrani degli inferi), Ares (dio della guerra) e lo zoppo Efesto. Tutti tranne Eris, dea della discordia.
Se ti chiami "Dea della Lite e della Discordia" dovresti anche aspettartelo che non ti spediscano l'invito, e invece Eris ci rimase male e se la legò al dito. Andò nel guardino delle Esperidi, prese una mela d'oro, ci incise sopra «Alla più bella» e la fece rotolare sotto il tavolo delle dee. Figurarsi! Subito Era, Atena e Afrodite iniziarono a litigare e a contendersi la mela. Ogni dea voleva essere la più bella. Per porre fine alla contesa, le tre dee chiesero a Zeus di giudicare.Ma Zeus se ne guardò bene dal prendersi la responsabilità di un simile giudizio (non per niente  era il capo degli déi). Passò quindi la patata bollente a Paride ordinandogli di scegliere chi fosse la più bella. Paride scelse Elena di Troia e il resto della storia lo potete leggere nell'Iliade.
La storia del banchetto vi ricorda l'inizio di La Bella Addormentata nel bosco, vero? Proprio così. Ma vi parlerò della principessa narcolettica in un altro articolo.

Adamo, Eva e la Matrigna

Non vi sarò sfuggito che le dee litigano per una mela. È impossibile non pensare ad Adamo ed Eva. eppure forse non lo sapevate, ma nel libro della Genesi non viene mai detto che Eva mangiò una mela (lo dicono le storie rabbiniche posteriori), si parla genericamente di frutto della conoscenza: in Genesi viene detto che mangiare quel frutto permette la conoscenza del bene e del male. Nel mito, la mela d'oro di Eris è lo strumento per conoscere chi è la più bella.
Ma ciò che maggiormente accomuna i due racconti è il fatto che questi personaggi (Era, Atena, Afrodite, Eva, Adamo) avevano tutto: erano giovani, belli, immortali, invulnerabili, non conoscevano il dolore e la malattia, potevano avere qualsiasi cosa desiderassero. Ma si incaponiscono per quella mela. È come se uno vincesse €99.999,99 e si facesse il fegato amaro per quel centesimo mancante.

Se pensate alla favola di Biancaneve, anche la Matrigna ha lo stesso comportamento irrazionale: a detta dello specchio - che, precisa la favola, non mente mai - la matrigna è una donna bellissima, più bella di migliaia e migliaia di donne, è la più bella di tutto il regno. Ora che Biancaneve è cresciuta - sempre a detta dello specchio - è la numero 2.
E questo non le dà pace. Perché non le basta essere bellissima. Vuole essere la più bella!

Nella Bibbia il profeta Natan racconta questa storiella al re Davide:
«Un povero aveva una pecora, era tutto ciò che possedeva e la sua sola compagnia. Un suo vicino invece ne aveva centinaia. Ma si incaponisce che vuole quella, per cui fa uccidere il povero e gli ruba la pecora».
Il profeta racconta questa storia al re Davide perché lui aveva fatto la stessa cosa: aveva fatto uccidere il marito di Betsabea per rubargli la moglie, nonostante avesse un harem e potesse avere tutte le donne che voleva.

Perché vogliamo ciò che non possiamo avere?

La mela di Biancaneve, il frutto proibito dell'Eden, la mela di Eris, la pecora di re Davide svelano al bambino - e quindi a ciascuno di noi - una grande verità sull'animo umano: quando ci concentriamo su ciò che non abbiamo diventiamo incapaci di godere di quello che abbiamo.

Dal punto di vista psicologico, la mela di Biancaneve ci mostra anche che la ricerca di ciò che è impossibile nasconde spesso la paura. Perché la Matrigna è tanto spaventata dall'essere la numero 2? Perché ci tormentiamo per ottenere l'amore di quell'unica persona che ci mostra in tutti i modi di non amarci? Perché ci ostiniamo a volere la stima di persone che non ci stimano? Perché ci aspettiamo per anni l'affetto da genitori anaffettivi o narcisisti? Di cosa abbiamo paura?
Spesso di ottenere ciò che desideriamo. Desiderare ciò che non potremo avere è in realtà un modo con il quale ci autoboicottiamo. In Analisi Transazionale viene chiamato "copione".
Ma per quale motivo ci autoboicottiamo? Beh, quello lo si scopre solitamente nella stanza della psicoterapia.

14 luglio 2016

Il collasso della civiltà

Una riflessione sulle invenzioni culturali e quanto investiamo su di esse emotivamente e cognitivamente, spesso senza neppure esserne consapevoli


La nostra civiltà scomparirà.
Come l'impero egiziano, con le sue monumentali piramidi, i suoi faraoni, il suo commercio, la sua cultura, la sua religione millenaria.
Come l'impero babilonese con le sue imponenti ziqqurat, i suoi re, le sue tradizioni, le sue biblioteche e il suo commercio.
Come l'impero fenicio, le sue invenzioni, la sua arte raffinata, le sue filosofie.

Insomma, la nostra civiltà scomparirà. Anzi sta già scomparendo. Perché le civiltà sono come gli organismi: nascono, si sviluppano, decadono e muoiono.

E poi perché le nazioni, le civiltà, le culture sono in realtà delle invenzioni.
Invenzioni per cui la gente uccide, sogna, si dispera, combatte, ma pure sempre invenzioni.

E sono irrazionali. Un po' come il tifo calcistico: non c'è un motivo razionale per tifare Inter, Milan, Roma, Lazio, Juve... Eppure si è disposti a menare, a litigare, a spendere molti soldi, perfino a uccidere (o vi siete già dimenticati di Genny 'a Carogna?).

I confini tra Italia e Francia sono invenzioni.
I confini tra Belgio e Germania sono invenzioni.
I confini tra USA e Canada sono invenzioni.
I confini tra qualsiasi Nazione e qualsiasi altra Nazione sono invenzioni. Lo si vede con chiarezza guardando la cartina geografica dell'Africa: linee tirate giù con il righello. Non si presero neppure la briga di seguire il profilo idrogeologico.
Oggi chi nasce a Roma è italiano. Fino a qualche decennio fa era cittadino vaticano. Oggi chi nasce in Corsica è francese. Prima era piemontese. Prima ancora era fenicio... I confini sono un'invenzione.

E noi uccidiamo per quell'invenzione.
Uccidiamo per la Patria.
Uccidiamo per la Religione.
Uccidiamo per l'Ideologia.

La nostra civiltà - intendo la civiltà a livello mondiale, la civiltà umana - è al collasso. Perché ci sono dei circuiti perversi che accettiamo passivamente, dandoli per scontati, senza rifletterci.

Pensateci: gente che si vende, tradisce, si abbrutisce, uccide per delle entità irreali.
I numeri della Borsa - i milioni di miliardi che si muovono nei "mercati" ogni giorno - non corrispondono a niente. Il denaro stesso - che un tempo era il corrispettivo delle riserve auree - non corrisponde più a niente. Ma già l'oro in sé non corrispondeva a niente di veramente prezioso. Cos'è l'oro? Si mangia? Si beve? Ci si ripara? Gli Aztechi e i Maya pensavano che gli spagnoli se ne nutrissero, non capivano tanta avidità per un metallo.

Pensateci: per questa concezione perversa dell'economia ci ritroviamo con vaste aree del globo terrestre ricchissime di tutto ciò che è prezioso (acqua, terreno, colture, clima, minerali...) che sono in miseria. E ci sono invece posti in mezzo al deserto, dove non cresce nulla e si vive a stento, in cui costruiscono piste da sci tra la sabbia, in cui fontane d'acqua dolce zampillano in ogni angolo e in cui la gente muore per il colesterolo alto. Vi sembra normale, questo

Pensateci: intere classi sociali, anche in Italia, si fanno a guerra per i pochi beni a disposizione. "Non c'è lavoro per tutti" si dice. "Non ci sono risorse per tutti" si dice. "È una guerra tra poveri" si dice.
Ogni giorno i bar, le pasticcerie, i supermercati, le pizzerie, i ristoranti buttano via tonnellate di cibo. Ogni giorno. Tonnellate di cibo ogni giorno. Non ci sono risorse per tutti? Ogni stagione vengono lasciati marcire o schiacciati con i trattori tonnellate di pomodori, arance, zucchine, mele... Ettolitri di latte versato nel terreno. Non ci sono risorse per tutti? È una guerra tra poveri? Ma siamo davvero così poveri?

Pensateci: non c'è lavoro per tutti. No. Siamo nel 2016. Un tempo per coltivare un campo che rendeva 100 dci volevano 20 persone. Oggi bastano 3 persone e un trattore. E il campo rende 300, grazie alle biotecnologie. Ci sono 19 persone di troppo. Certo, alcuni di quei contadini di troppo andranno a costruire i trattori. Ma sono comunque troppi. Ma il punto non è questo. Il punto è che il salario per il lavoro è un'invenzione

Se fossimo davvero nel 2016 e se fossimo davvero avanzati come civiltà, non ci sarebbe una cosa come "il salario". Le ore di lavoro non sarebbero per la sopravvivenza - quella dovrebbe essere garantita dal fatto che sei un essere umano e hai diritto di vivere. Le ore di lavoro sarebbero il tuo contributo alla comunità nella quale sei nato. Perché lavorare non è una condanna ma un'opportunità di senso, di crescita personale, di identità. È diventato una schiavitù perché l'attuale lavoro è un ricatto e le condizioni di lavoro sono spesso da schiavitù.
Lavoreremmo tutti, 4-5 ore al giorno. E il resto del tempo? Lo vivremmo. Lo passeremmo a coltivare le amicizie, a occuparci degli affetti, all'arte, alla crescita personale, al progresso della civiltà. Lo scriveva già quasi un secolo fa Bertrand Russell.

Ma questo presupporrebbe, oltre a un radicale cambiamento di prospettiva, un controllo delle nascite. Le società animali lo fanno in modo naturale: dove c'è abbondanza di risorse si moltiplicano, dove c'è scarsità di risorse diminuiscono. Anche gli esseri umani lo fanno in modo naturale: dove le risorse sono distribuite e c'è un buon livello di benessere le comunità umane hanno meno figli. O meglio, fanno il numero di bambini proporzionato alle risorse. Nei paesi in cui l'aspettativa di vita è scarsa si fanno molti più figli perché il "gene egoista" cerca di sopravvivere dandosi più chance. Come le tartarughine: sono tantissime ma solo poche testuggini raggiungono il mare e sopravvivono. Per questo fanno tante uova.  

Il controllo delle nascite (come il controllo della sessualità, dell'alimentazione etc.) negli uomini è regolato non dall'istinto ma dalla cultura. Infatti tutte le religioni controllano sessualità, cibo e desideri. E tutte le "culture" hanno norme su cosa è giusto o sbagliato in campo di sessualità, cibo e desideri.

Il collasso della civiltà quindi non è solo una questione di "corsi e ricorsi storici" ma una questione di cultura. Ma secondo voi la nostra cultura ha fatto molti progressi?
Sì, non c'è più la schiavitù. E le baraccopoli di braccianti africani in Puglia che raccolgono le tue cicorie bio?
Non c'è più la schiavitù. E i capannoni alla periferia di Prato e di Roma in cui donne incinte e bambini cinesi cuciono la maglietta che indossi?
Non c'è più la schiavitù. E i contratti precari con cui i lavoratori di oggi vengono tenuti sotto ricatto?
Non c'è più la schiavitù. E le migliaia di ragazze deportate sulle nostre strade costrette a farsi violentare ogni giorno per qualche decina di euro "di divertimento"?

Guardando la civiltà ateniese del III sec. ac, siete proprio sicuri che la nostra cultura ha fatto così tanti progressi? Guardando le comunità di nativi americani, siete proprio sicuri che la nostra cultura ha fatto molti progressi?
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