Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Cosa hanno in comune Jack Nicholson, Nicolas Cage e il signor Burns dei Simpson?
Apparentemente nulla. In realtà tutti e tre hanno interpretato il ruolo di un uomo che soffre di DOC (Distrubo ossessivo-compulsivo). Nicholson nel film “Qualcosa è cambiato”, Cage in “Il genio della truffa(oltre al DOC ha anche alcuni sintomi della Sindrome di Gilles de la Tourette) e Burns nella puntata 1F08 (stagione 5) dei Simpson. Rispetto a un libro o a un trattato, il cinema rende il quadro sintomatologico del DOC molto più vivo e coinvolgente.
Ma in cosa consiste esattamente il Disturbo ossessivo-compulsivo?

Il DOC è molto più diffuso di quanto non si pensi. È probabile che alcuni vostri amici, parenti o colleghi di lavoro ne soffrano senza che voi ve ne siate mai accorti. Questo perché normalmente chi ne soffre non è molto propenso a parlarne e anche perché spesso i comportamenti tipici con cui si manifesta vengono considerati semplicemente delle “stranezze”. Mettiamo subito in chiaro però due cose: innanzitutto non si può etichettare qualsiasi comportamento “originale” come sintomo di DOC. La stranezza non è una patologia. Per parlare di un disturbo psicopatologico è necessario che provochi sofferenza soggettiva, che limiti fortemente la propria vita sociale, lavorativa e affettiva e che i sintomi siano pervasivi, cioè coinvolgano tutte le aree della vita del soggetto. Inoltre, il disturbo si può manifestare in differenti gradi, da manifestazioni piuttosto blande a quelle più severe.
Dal punto di vista formale, il DOC, come si può intuire dal nome, è costituito da due fenomeni: le ossessioni e le compulsioni.

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi o inappropriati. La persona cioè subisce le ossessioni e tenta di ignorarle o di sopprimerle. Si rende conto, comunque, che sono pensieri o immagini prodotte dalla propria mente (se invece fosse convinta che qualcun altro gli sta inserendo dall’esterno questi pensieri si tratterebbe di Schizofrenia, un disturbo che tratterò in un altro post). Le ossessioni non sono semplicemente delle preoccupazioni eccessive per i problemi quotidiani, ma causano un marcato senso di ansia.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali attraverso i quali la persona tenta di neutralizzare le ossessioni. Questi “rituali” seguono regole che devono essere applicate rigidamente. In un certo senso, la persona è obbligata a mettere in atto questi comportamenti (per es. lavarsi le mani, pregare, controllare, contare, ripetere parole mentalmente) per non soccombere all’ansia e per prevenire gli eventi e le situazioni temute.

Il DSM-IV-TR (il testo di riferimento per la definizione dei disturbi psicopatologici) invita a distinguere i casi di DOC tra quelli in cui c’è una sostanziale consapevolezza che le ossessioni e le compulsioni sono eccessive o irragionevoli e quelli con scarso insight, cioè quei casi in cui la persona per la maggior parte del tempo non riconosce che le ossessioni e compulsioni sono eccessive o irragionevoli.

Il DOC si può manifestare nei modi più svariati. Facciamo alcuni esempi: alcuni si sentono obbligati (compulsione) a lavarsi le mani più volte al giorno, secondo un rituale preciso, ad esempio passando la saponetta 3 volte in senso orario e 4 in senso antiorario, prima sciacquando il dorso e poi il palmo. Se saltano un passaggio, devono ripetere l’intera operazione. L’idea che sta dietro a questo rito (ossessione) è che potrebbero essere contaminati dai germi. Un altro esempio di DOC piuttosto diffuso riguarda quelli che quando escono di casa tornano su anche 3-4 volte di seguito per verificare di aver spento il gas o di aver chiuso a chiave la porta. Oppure quelli che controllano che l’automobile sia chiusa o che, come nel film con Nicholas Cage, devono chiudere la porta di casa 5-6 volte di seguito. Dietro a questa compulsione c’è un’ossessione di verifica. Nel film con Jack Nicholson si vede il protagonista evitare di calpestare le linee di intersezione tra le mattonelle, altri, come ad esempio David Beckham, devono necessariamente sistemare gli oggetti in modo simmetrico e per ordine di altezza, altri ancora evitano di sovrapporre i cibi (altrimenti devono buttare via tutto) o costringono chi porta il piatto in tavola a seguire un determinato percorso etc. In molte ossessioni non si ha timore per sé ma per i propri familiari o i propri amici: "Se non attuo questo comportamento mia madre morirà, i miei amici verranno licenziati...".

In altri casi il comportamento ossessivo avviene tutto nella mente del soggetto: ad esempio, alcuni appena pensano ad una bestemmia o, ad esempio, gli viene in mente che una persona potrebbe star male o morire devono ripetere mentalmente un numero preciso di preghiere o di formule scaramantiche. È abbastanza palese la somiglianza con i rituali religiosi o scaramantici. Evitare di passare sotto una scala, di proseguire con la macchina se è passato un gatto nero oppure accendere un cero a sant’Antonio non sono sinonimo di psicopatologia. Bisogna evitare di improvvisarsi psicologi attribuendo etichette psicopatologiche a sé o agli altri.

Dal punto di vista della personalità, spesso chi soffre di Disturbo ossessivo-compulsivo ha un carattere rigido, vede le cose senza sfumature ed è portato a giudicare sé stesso, gli altri e la società in modo inflessibile. La precisione e il desiderio di fare le cose nel miglior modo possibile prevalgono spesso sul compito che stanno portando avanti, al punto che spesso perdono di vista l’obiettivo che intendevano realizzare. Chiaramente sono indicazioni di massima: non è detto che chi ha un forte senso morale sia affetto da DOC né, viceversa, che tutti quelli che soffrono di ossessioni e compulsioni siano pignoli e moralisti. Inoltre, bisogna sempre ricordarsi che chi ha un disturbo non è il suo disturbo, ma una persona.


Se l'argomento ti ha incuriosito, puoi fare un test online sui sintomi del DOC. Ovviamente il risultato è puramente indicativo. È poco più di un gioco, ma molto meno di una psicodiagnosi effettuata da uno specialista.