Lo psicologo non guarisce nessuno

"Se incontri il Buddha per la strada uccidilo". È il titolo di un libro di Sheldon Kopp dal quale prendo spunto per sfatare una leggenda metropolitana. Molti pensano che il compito dello psicologo sia quello di guarire le persone. In realtà lo psicologo non guarisce nessuno.

Ho già spiegato in un articolo che lo psicologo è una figura professionale che ha due principali finalità: la prevenzione e la promozione. Queste due finalità sono due facce della stessa medaglia: promuovendo le capacità personali si prevengono il disagio emotivo e le psicopatologie. Viceversa, facendo un'azione preventiva (cioè riducendo la possibilità che i sintomi di disagio si trasformino in psicopatologie) si promuovono le capacità di autoguarigione.

Autoguarigione

Ognuno di noi è capace di guarire sé stesso. Anzi, solo tu puoi guarire te stesso. Nessuno può farlo al posto tuo. L'uomo non è un elettrodomestico che, quando si rompe, può essere "riparato" da qualcun altro. Quando ci sentiamo stanchi di soffrire, stanchi di combattere con le nostre paure paralizzanti, stanchi di relazioni fallimentari in cui si ripete sempre lo stesso copione, stanchi di cercare di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi e di scontrarci sempre con gli stessi limiti, vorremmo poter affidarci completamente a qualcuno che ci prenda e ci restituisca a noi stessi modificati. Guariti. Questa illusione dello psicologo onnipotente (molto simile all'illusione del genitore onnipotente quando eravamo bambini) è ciò che impedisce alle persone di poter smettere di soffrire.

Ma allora a che serve rivolgersi allo psicologo? Se sono io stesso che mi autoguarisco, se lo psicologo non ha alcun potere sulla mia psiche, per quale motivo dovrei rivolgermi a lui e addirittura pagarlo? A che serve lo psicologo? Per usarlo. Chi ha studiato i meccanismi della psiche ha conoscenza ed esperienze che possono essere utilizzate come strumento di guarigione.

La metafora del pianoforte

Nessun pianoforte farà di te un musicista. Per quanto pregiato e costoso possa essere. Neppure il pianoforte usato da Mozart può fare di te un pianista. Ma se vuoi imparare a suonare, se vuoi esprimere la musica che hai dentro hai bisogno di un pianoforte. Il compito dello psicologo quindi è quello di essere sempre accordato, di produrre il miglior suono possibile, cioè di essere competente e capace di utilizzare ciò che sa. Ma non sarà lui a fare di te una persona più serena, equilibrata e sana. Sarà solo lo strumento della tua autoguarigione.

La metafora del maestro

La metafora del maestro è forse molto più vicina alla realtà dell'intervento psicologico: un maestro, per quanto bravo e padrone della materia, non può farti imparare nulla. Non sarà lui a mettere nel tuo cervello le nozioni né a fare in modo che tu le sappia utilizzare nella vita. Il suo compito è di creare le condizioni per l'apprendimento, ma l'apprendimento dipende solo da te. Il compito dello psicologo-maestro è di trasmettere la passione per il proprio lavoro, di essere sempre aggiornato, di darti le indicazioni giuste per migliorare te stesso  e prevenire lo scoramento inevitabile in ogni percorso di crescita. Ma la conoscenza sarà una tua conquista.

Molti invece si rivolgono allo psicologo con l'aspettativa che lui risolverà le difficoltà che sta vivendo, che gli dirà cosa fare della propria vita, che utilizzerà qualche tecnica strana e misteriosa per rimettere a posto gli ingranaggi della propria esistenza. Alcuni psicoterapeuti (soprattutto alle prime armi) hanno questo stesso "delirio di onnipotenza". Ma rapidamente imparano che nessuno può cambiare l'altro. Può influenzarlo, può utilizzare la suggestione (e anzi deve farlo), ma alla fine l'unico attore protagonista sei tu.

Se la regia dello psicologo permetterà che il copione della tua vita venga rappresentato al meglio, sarete soddisfatti entrambi e avrete entrambi adempiuto alla finalità della vostra esistenza.

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