Gli effetti psicologici del sisma in Abruzzo

(ANSA) Aumentate all'Aquila le prescrizioni di psicofarmaci da parte dell'azienda sanitaria aquilana, a sei mesi dal sisma che ha colpitola città. L'aumento delle prescrizioni è del 37% per gli antidepressivi e del 129% per gli antipsicotici, soprattutto per la popolazione anziana e fra le donne. I disastri naturali, spiegano gli esperti, rappresentano condizioni di emergenza per il sistema sanitario nazionale, e hanno conseguenze dirette e indirette sulla salute delle persone colpite.

In realtà, a più di un anno dal sisma, è poco opportuno di parlare di "emergenza". Anche perché gli studi sui disturbi dello spettro post-traumatico (cioè le psicopatologie che colpiscono le persone che sono state vittima di un trauma) sono vecchi quanto la psicologia e a partire dalla Guerra del Vietnam in poi la letteratura specialistica ha approfondito sempre di più non solo la psicodiagnosi ma anche tecniche efficaci di intervento.

Questa notizia conferma ciò che è già noto a tutti gli psicologi clinici, e cioè che i sintomi dei disturbi dello spettro post-traumatico molto spesso si manifestano ad alcuni mesi di distanza dall'evento. In alcuni il Disturbo da stress-post-traumatico può manifestarsi anche dopo anni.

Il tempo non guarisce le ferite dovute ad un trauma (una violenza sessuale, un terremoto, un disastro ferroviario, un incidente automobilistico...). Ma è stato documentato anche che la terapia farmacologica serve solo per tamponare i sintomi acuti. Solo un intervento cognitivo-comportamentale e multimodale (come l'EMDR, ad esempio) ottiene risultati significativi e stabili.

Distribuire antidepressivi e antipsicotici, quindi, denuncia innanzitutto che la cultura della prevenzione è ancora molto lontana dalla mentalità italiana: sapendo fin dall'inizio che almeno il 40% dei terremotati avrebbe sofferto di disturbi dovuti al trauma (disturbi d'ansia, disturbo dell'adattamento, disturbi dissociativi, depressione maggiore, disturbi somatoformi etc.), lo Stato avrebbe dovuto inviare psicologi esperti di trauma nelle scuole, nei centri di aggregazione sociale e in qualsiasi altro contesto fosse possibile fare prevenzione primaria e secondaria.

L'altro aspetto che viene messo in luce è che in Italia è ancora molto forte la cultura della pillola magica. Non solo da parte dei pazienti ma anche da parte dei medici, che tendono a sottostimare l'aspetto psicologico e a risolvere tutto con la prescrizione di un farmaco, nonostante gli studi di settore dimostrino chiaramente che l'uso di quel farmaco è inefficace, inappropriato o addirittura nocivo.

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