La psicodiagnosi

Cos'è la psicodiagnosi?

Fare diagnosi significa osservare dei dati e organizzarli in modo critico. Anche se il termine “diagnosi” viene abitualmente associato all'ambito medico, in realtà il processo diagnostico viene attuato in numerosi ambiti: informatico (è un problema di software o di hardware?), meccanico (cosa risulta dalla diagnosi elettronica? Di quali riparazioni ha bisogno l'automobile?), ambientale, sociale...
Dagli esempi si comprende che la diagnosi è finalizzata a prendere una decisione. In base al motivo per cui viene chiesta la diagnosi, cambieranno anche gli strumenti e le modalità di raccolta dei dati.

La diagnosi psicologica si distingue dalle altre forme di diagnosi (diagnosi medica o psichiatrica) per gli strumenti che utilizza ma soprattutto per gli obiettivi: mentre la diagnosi di tipo medico serve a individuare una malattia in base a dei sintomi o dei "segni", la psicodiagnosi mette in luce le risorse dell’individuo, la sua struttura psicologica (cognitiva, relazionale, emotiva) e solo successivamente evidenzia i “punti ciechi” sui quali intervenire per un cambiamento o un miglioramento. Il compito dello psicologo, infatti, non è primariamente quello di “cura”, ma la promozione del benessere e la prevenzione del disagio.

Perché richiedere una psicodiagnosi?

Principalmente i motivi per cui sui può desiderare una psicodiagnosi sono due: motivi istituzionali e motivi personali.
A livello istituzionale, la psicodiagnosi viene spesso richiesta nei seguenti ambiti:
  • peritale: per una controversia legale (come CTU, cioè incaricati da un magistrato, o come CTP, incaricati dall'avvocato di una delle due parti), ad esempio per determinare la facoltà di intendere e volere o, in un divorzio, per stabilire se il coniuge è in grado di prendersi cura del minore;
  • lavorativo: la psicodiagnosi viene impiegata soprattutto a livello di selezione (assessment center); un direttore del personale o un imprenditore può richiedere una valutazione psicodiagnostica per scegliere quale tipo di incarico è più adatto ad un dipendente;
  • legislativo: la psicodiagnosi è obbligatoria per la valutazione di idoneità (rinnovo della patente di guida, rilascio del porto d'armi, certificazioni per il pensionamento anticipato...) e per alcune controversie lavorative (stress lavoro-correlato, mobbing, disturbi post-traumatici, burn-out...);
A livello personale, la psicodiagnosi costituisce spesso la prima fase del processo di orientamento, del percorso di counselling psicologico o della psicoterapia:
  • orientamento scolastico e lavorativo: la psicodiagnosi è necessaria per avere il quadro della capacità, delle potenzialità e dei desideri della ragazzo, del giovane o dell'adulto che si trova di fronte a numerose opzioni ma non sa quale sia meglio scegliere.
  • counselling psicologico e psicoterapia: in questo ambito la psicodiagnosi può essere preziosa per indicare il tipo di percorso terapeutico più adatto alla persona e per consentire allo psicologo di conoscere meglio il proprio cliente.
Ma si può richiedere la psicodiagnosi anche solo per curiosità, per conoscere meglio le proprie potenzialità e i propri limiti, o per capire il motivo per cui ripetiamo sempre gli stessi sbagli o mettiamo in atto dei comportamenti che non ci piacciono.

Quanto dura e come si svolge la psicodiagnosi?

Solitamente, l'intero processo psicodiagnostico si svolge in 3-4 incontri. Al termine di questo percorso, lo psicologo comunica al cliente i risultati della psicodiagnosi ("restituzione") e, secondo le necessità, gli propone un percorso di analisi esistenziale, counselling psicologico o psicoterapia (“presa in carico”) o gli indica altri colleghi o altre strutture più appropriate (“invio”).

Se desideri effettuare un colloquio psicodiagnostico, contatta il dr Christian Giordano e prenota un appuntamento.

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