Le gemelline svizzere, Candida Livatino e l'analisi grafologica della stampante laser

Recentemente "la grafologa dei Vip" Candida Livatino è stata intervistata da Studio Aperto per commentare una cartolina di Matthias Schepp, padre delle gemelline svizzere scomparse.
Nel video in basso, una Federica Sciarelli piuttosto divertita spiega che la perizia grafologica è una cantonata madornale.
L'originale della "cartolina con il coniglietto", infatti, era stato scritto da Schepp in tedesco, per cui la redazione di "Chi l'ha visto?" aveva preferito realizzarne una copia in italiano utilizzando un programma di videoediting. La grafologa, insomma, ha effettuato una analisi grafologica di una stampante laser!

La cantonata della grafologa dei Vip

Candida Livatino ha studiato come "Consulente Grafodiagnostico" presso la Scuola di Grafologia Crotti di Milano (vale la pena notare che il titolo non ha alcun valore accademico). È nota al pubblico perché collabora con Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque, è stata ospite fissa di "Sipario" su Rete 4 e di "Passo in tv" su Telenova. Scrive, inoltre, su "Panorama", su "Business People" e su "Az Franchising", dove dà consigli ai manager e agli imprenditori su come utilizzare la grafologia nel mondo degli affari e della selezione del personale. Inoltre è perito nelle vertenze giudiziarie. Un personaggio molto noto, insomma. Spesso è intervenuta sui telegiornali della Mediaset per commentare i casi di cronaca come, ad esempio, Raffaele Sollecito, Olindo, Omar e Sarah Scazzi.

Anche chi non ha studiato grafologia si accorge che si tratta di un font tipografico. Mentre sto scrivendo questo articolo, su "Il Fatto Quotidiano" è apparso un articolo che svela qual è il font utilizzato: "Il font adottato nella versione proposta dalla trasmissione di RaiTre è il Segoe Script, carattere appartenente alla famiglia dei font Segoe griffati Microsoft". Ad un occhio allenato - come si suppone dovrebbe essere quello di chi effettua perizie per i tribunali e di selezione del personale - non può sfuggire il fatto che le lettere "m", "n", "e", "t" etc. sono identiche, che l'inclinazione è rigidamente parallela e che gli spazi tra lettere e tra parole e la pressione (per quello che si può vedere da un foglio non originale) non presentano variazioni.

cartolina
immagine dal blog "l'Austriaco"
Sono quasi 15 anni che studio la scrittura ed effettivamente mi sono imbattuto in persone che scrivono in modo "artificiale", ma sono estremamente rare. Inoltre, i manuali di Grafologia considerano le scritture artificiali come non "grafologabili". Il secondo errore metodologico riguarda il fatto che "l'esperta" ha fatto un'analisi di uno screenshot, cioè di un fermo immagine del video di "Chi l'ha visto?". Se infatti avesse chiesto l'originale (come bisognerebbe fare sempre), la redazione della Sciarelli le avrebbe risparmiato una figura così meschina. Infine, la grafologa non accenna al fatto macroscopico che la grafia è Artificiale, Parallela e Uguale (li scrivo in maiuscolo perché in grafologia indicano dei segni grafologici) ma va a sottolineare Angolosità, Attaccata e le sottolineature.

La grafologia funziona?

Al di là della scarsa professionalità di Candida Livatino, a questo punto è lecito chiedersi: ma la grafologia è attendibile o è una buffonata?
Non mi riferisco, qui, alla perizia grafologica, cioè a chi fa comparazioni tra scritture senza far alcun riferimento alla psicologia. La "perizia calligrafica" è molto utilizzata nei tribunali e dalla polizia scientifica (come nel recente caso relativo al documento di Ciancimino). Mi riferisco, invece, alla grafologia come "metodo di indagine della personalità". La grafologia non è una scienza, così come non sono una scienza il reattivo di Rorshach, il Wartegg, l'MMPI o qualsiasi altro strumento di misurazione dei tratti della personalità. Si tratta di una tecnica. Una tecnica che, a rigori, dovrebbe essere inclusa tra le tecniche psicodiagnostiche, cioè tra quelle tecniche che possono essere utilizzate esclusivamente dagli psicologi iscritti all'Albo (secondo la Legge 56/89).

Come mai, allora, i grafologi non vengono denunciati per "abuso di professione"? Semplice: perché la ricerca scientifica ha mostrato più volte che l'analisi grafologica non è né valida né attendibile, quindi non è un test psicologico. È come se io vi consigliassi di usare la camomilla per sentirvi meno stressati: non starei abusando della professione di medico o di farmacista. La linea di confine tuttavia è sottile, e le descrizioni di personalità che fanno i grafologi spesso sconfinano nella psicodiagnosi o nella valutazione psicologica (assunzioni, gestione delle risorse umane, orientamento scolastico...). Ciò, oltre ad essere un abuso, è anche una frode, soprattutto tenendo conto dei costi delle analisi grafologiche.

Quindi la scrittura non può essere utilizzata come test psicodiagnostico?

Prima di laurearmi in psicologia, mi sono laureato in Consulenza grafologica (quando ancora esisteva questo corso di laurea). Penso quindi che l'analisi della scrittura sia uno strumento potenzialmente molto utile. Allo stato attuale, tuttavia, non c'è alcuna prova scientifica della sua utilità e, anzi, facendo delle ricerche in cui venivano comparati i risultati dei test psicologici (BFQ, 16PF, MBTI etc.) con quelli grafologici è risultata una scarsissima convergenza.

L'articolo 5 del codice deontologico degli Psicologi spiega perché uno psicologo non può utilizzare la grafologia come test di personalità: lo psicologo "impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici". Fonti e riferimenti scientifici per la grafologia non ce ne sono. I molti libretti divulgativi e anche i manuali di grafologia non hanno alcun valore scientifico. Ciononostante, continuo ad essere convinto che la psicologia potrebbe avere molti benefici se facesse delle ricerche scientifiche e realizzasse un "test della scrittura". Purtroppo, con il finanziamento pressoché nullo alla ricerca scientifica in Italia (e in particolare alla ricerca in campo psicologico), dubito che queste scoperte avverranno nel nostro Paese.

Nel frattempo, però, sarebbe necessario che l'Ordine degli Psicologi e la Magistratura si occupino seriamente di chi, come la Livatino, chiede 250€ o 450€ per un profilo di personalità. Un'attività che la Legge riserva (con massimali molto più bassi, peraltro) a chi ha conseguito una laurea in psicologia ed è stato abilitato all'esercizio della professione di psicologo.


PS. Dopo alcuni anni i video con l'analisi resa dalla Livatino sul TG5 sono tutti stati cancellati dal web. Anche i video che erano incorporati in questo articolo sono stati tutti rimossi. Di tanto in tanto cercherò di aggiornare i link. Grazie per eventuali segnalazioni.

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