Ma a che serve il tesserino da Psicologo?

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Quando superai l'Esame di Stato e mi iscrissi all'Albo degli Psicologi mi venne inviata una busta contenente: password e codici vari, una piccola vetrofania con il logo dell'Ordine e il badge in plastica rigida con foto, logo, informazioni in rilievo e tutto il resto - tipo tessera sanitaria - che attestava indiscutibilmente che da quel momento in poi avrei potuto fregiarmi del titolo di Psicologo.

"Non solo fregiarsi del titolo, ma anche esercitare la professione" mi correggeranno giustamente gli studenti di psicologia. Vi accorgerete presto che il fregiarsi è garantito, mentre l'esercitare la professione...

Ma torniamo al tesserino. Passati i 3 minuti di euforia, mi chiesi subito: a cosa serve? La stessa domanda me la posi anche riguardo alla vetrofania (per chi non sa cosa sia una vetrofania e non si sia voluto affaticare cercando su Google, dicesi vetrofania un adesivo semitrasparente che si attacca, appunto sui vetri). Anche i medici e i veterinari hanno un adesivo simile, li avrete certamente visti su qualche macchina. Per quanto improbabile,  nel loro caso l'adesivo potrebbe avere una certa utilità, perché nel caso ci sia un'urgenza segnala che lì nei pressi c'è un medico.
Mi riesce un po' difficile, invece, pensare che qualcuno entri trafelato in un ristorante urlando:
«Ho bisogno di uno psicologo! Presto! Per l'amore del cielo, vi prego, c'è uno psicologo in sala?»
Cari colleghi, qualcuno di voi ha mai utilizzato il tesserino da Psicologo? Gli è mai stato richiesto? Nella vostra regione ha qualche utilità pratica? O non vi è mai servito a niente? Raccontate le vostre esperienze!

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PS. Il tesserino che vedete in foto è di Matteo Politi, un veneto che per diversi anni ha esercitato la professione di medico al pronto soccorso e in altri presidi, ma che non aveva neppure il diploma di scuola media superiore. Un po' come il recente caso di Thomas Salme, che ha pilotato aerei per 13 anni senza avere il brevetto.