Laurearsi in psicologia non conviene

Stai pensando di laurearti in Psicologia? Lascia perdere. Quando vai a lezione, guardati intorno: su 10 ragazzi del vostro gruppo solo uno lavorerà come Psicologo. E non è detto che sarai tu. Tutti gli altri faranno lavori per i quali potevano benissimo risparmiarsi 6 anni di formazione e potevano spenderseli viaggiando in giro per il mondo, aprendo un mutuo, investendoli in un bar o in azioni del Monte dei Paschi o mangiandoseli in un ristorante del Gambero Rosso.
Salve, signora, sono uno Psicologo.
...ma certo che è una laurea valida!
Sì è vero, signora, ho quasi 30 anni, ma non è colpa mia: prima la Facoltà di Psicologia durava 4 anni, ora dura 5 anni, e siccome tra il III e il IV anno bisogna scrivere la prima tesi ci ho messo qualche mese in più. Poi siccome la tesi di licenza era sperimentale ci ho impiegato quasi un altro anno. Poi ho dovuto sostenere il tirocinio post-lauream di 1 anno e...
Come dice? No, non ho già esperienze lavorative. Da noi il tirocinio è solo osservativo.
Beh, sì, ha ragione, fare un tirocinio senza fare pratica è una cosa stupida, ma non le faccio io le regole. E comunque non sono "soldi rubati" come dice lei, perché a noi psicologi non ce lo pagano il tirocinio.
Dopo il tirocinio ho dovuto sostenere anche l'Esame di Stato che mi ha portato via quasi altri 6 mesi, ed eccomi qua.
Come dice? Certo che sono disposto a friggere le patatine per i primi 3 mesi. Sì, 300€ al mese vanno benissimo, la ringrazio.    

Valutiamo alcuni fatti

  • Primo fatto: 4 laureati in psicologia su 10 sono disoccupati. Lo dice il Report dell'ISTAT del 2012 (scarica il report), ma non esultate troppo: si riferisce ai laureati nel 2007. E sappiamo tutti che non si tratta di un dettaglio trascurabile: il tasso di disoccupazione in questi 5 anni è passato dal 6,5% (2007) all'11,2% (2012). Dati parziali mostrano che nel 2010 i laureati disoccupati erano il 52.7% (indagine Stella). Oggi, nel 2013, siamo sicuramente arrivati al 60%, se non l'abbiamo addirittura sorpassato.
  • Secondo fattomal comune mezzo gaudio? No. Sempre riferendoci ai laureati del 2007, va notata una singolarità: peggio di noi (che siamo al 36.0%) ci sono solo i laureati del gruppo  geo-biologico (37.4). Gli altri laureati nell'area sanitaria sono nelle posizioni migliori in assoluto: medici e infermieri sono al 4.2%. Perfino i laureati in educazione fisica hanno meno della metà della nostra disoccupazione (16.6%).  
  • Terzo fatto: per dare un'idea dell'incremento del numero di psicologi dal 2007 ad oggi considerate che ci sono stati 3.914 nuovi laureati in psicologia nel 2010, 3.634 nel 2011 e 1.774 2012 (dati Almalaurea). Quasi 9.500 laureati in più solo negli ultimi 3 anni. E, fortunatamente per loro, nel frattempo non sono morti così tanti psicologi né in così tanti sono andati in pensione.
  • Quarto fatto: per i laureati nel 2011, la media degli stipendi l'anno dopo è di 1.337€ al mese. Non male, eh? Ma a chi è laureato in Medicina va molto meglio, ha un guadagno medio di 1.894€. A questo punto potreste sentire l'impulso a compatire chi si è laureato in Conservazione dei beni culturali, che guadagna intorno ai 1000€. Ma non piangete per loro: compatite piuttosto voi stessi, perché gli psicologi guadagnano in media 766€ gli uomini e 591€ le donne.
  • Quinto fatto: sempre da Almalaurea scopriamo che il 76% dei laureati in Psicologia che lavora dichiara che per il lavoro che svolge non è necessaria la laurea
Ora, proviamo a tirare le somme di questi fatti: chi si laurea in psicologia acquisisce una formazione che non è spendibile sul mercato del lavoro. È la peggiore formazione possibile per cercare un lavoro (insieme alla geo-biologica), e ciò significa che non fornisce conoscenze e competenze trasversali da poter impiegare anche in altri settori. Studi, studi e alla fine esci che hai in mano un pugno di mosche.

Ma la psicologia è anche il settore che assorbe meno laureati, inferiore anche a Lettere, Filosofia ed Educazione Fisica. I pochi fortunati psicologi che lavorano hanno uno stipendio miserrimo, il più basso tra i laureati, e solo il 10-15% lavora per quello che ha studiato.

Questa è la diagnosi. Ma manca l'eziopatogenesi. In altre parole: perché le cose stanno così? E cosa le mantiene in essere? Nei prossimi articoli cercherò di approfondire le cause di questa situazione professionale desolante. Intanto dite cosa ne pensate.

PS. Il fatto che oggettivamente non è conveniente non significa che non va fatto. L'articolo da qualche cifra per fare una scelta consapevole. Sul piatto sx della bilancia hai questi dati. Sul piatto dx la passione, l'interesse, l'entusiasmo, la fiducia nelle tue capacità. Se continua a pesare di più il piatto dx, allora studia con passione e impegno e sarai un ottimo psicologo!