Nozze gay e femminicidio

L'inconfondibile stile di Ellekappa riesce a mostrare sotto una luce nuova gli argomenti di attualità. In questa vignetta, gli argomenti principali sono: le nozze tra persone dello stesso sesso in Francia e l'allarme per il femminicidio, che ogni giorno allunga la lista di nuovi casi.

Mentre guardavo la vignetta, mi ha colpito il fatto che tra omofobia e femminicidio ci sono numerosi punti di sovrapposizione, che possono essere ridotti ad un minimo comune denominatore.

Un punto di sovrapposizione è la violenza. Nella basilica di Notre-Dame a Parigi, un uomo si è suicidato per protesta contro i matrimoni tra omosessuali. Ci sono stati scontri con la polizia, atti vandalici e aggressioni. La violenza fisica è anche la tragica caratteristica del femminicidio (che, ricordiamolo, non significa semplice "omicidio di una donna", ma omicidio compiuto dal partner, dall'ex partner o da uno stolker).

In entrambi i casi si tratta di una violenza legata alla sessualità. Ma qui c'è anche la principale differenza tra i due fenomeni: nei femminicidi c'è una rilevante componente affettiva interpersonale (chiaramente patologica) mentre nei confronti delle persone omosessuali c'è un livore più astratto, non è una violenza indirizzata a persone che hanno un volto e una storia conosciuti. È un odio legato a convinzioni ideali.

In entrambi i fenomeni è rilevante il ruolo maschile. L'odio verso gli omosessuali vede al 90% come protagonisti i maschi ed è indirizzata al 90% vero i maschi. Le donne sono molto più favorevoli e tolleranti nei confronti dell'omosessualità. E l'omosessualità femminile, come è noto, non solo non è avversata ma è vista dai maschi eterosessuali persino come desiderabile.
La molla che fa scattare la violenza nel femminicidio e nell'omofobia può essere sintetizzata nel termine "maschilismo". E il cuore del maschilismo è la paura. La paura di non essere abbastanza uomo, la paura di perdere un "possesso", la paura di non potercela fare da solo, la paura di perdere i propri punti di riferimento etc.

Un aspetto sul quale ci fa riflettere la vignetta di Ellekappa è che intorno al tema della famiglia, dei rapporti intimi, del lungo percorso per la definizione dell'identità di genere, c'è molta retorica. La famiglia che difendono i "no-gay" sembra la famiglia del Mulino Bianco, idealizzata fino alla perdita di qualsiasi plausibilità. La coppia nella quale viene incubato il femminicidio è spesso superficiale, senza alcune dialogo interno, fatta di lucchetti rosa con cuoricini indelebili e frasi da Bacio Perugina.

La retorica che fa da fondamento al femminicidio e all'omofobia elimina la complessità e rende impossibile il confronto. Perché, dato che non esistono nella realtà, si può parlare all'infinito di quanto sia bianco il Mulino Bianco e di quanto sia chiuso il lucchetto rosa.