Porto d'armi senza psicologo

Molti di quelli che commettono un omicidio con armi da fuoco hanno un regolare porto d'armi. Anche se hanno problemi psichiatrici o denunce per stalking. Prima di documentarmi ero convinto che per avere un'arma fosse obbligatorio un iter psicodiagnostico e un colloquio con lo psichiatra. A quanto pare le cose sono un po' diverse. Per cui mi chiedo: chi è responsabile di questi delitti?

Omicidi con porto d'armi: un bollettino di guerra

  • 5 marzo 2013 -  Segrate. Tra le 3 e le 4 di notte Pietro Donda, un imprenditore di 76 anni, uccide la moglie e poi si suicida. Soffrisse di problemi di depressione per motivi economici. Donda, deteneva regolarmente l'arma usata per il probabile omicidio suicidio, una Smith & Wesson calibro 28. (fonte)
  • 7 marzo 2013 - Perugia. L'imprenditore Andrea Zampi uccide a colpi di pistola Margherita e Daniela, due impiegate della Regione Umbria e poi si suicida. Aveva regolare porto d’armi: «Zampi aveva fatto richiesta corredata da tutti i documenti necessari, inclusi i due certificati medici che servono per farsela rilasciare. Il punto, in queste ore, è proprio questo. Chi ha rilasciato un certificato di idoneità  a detenere un’arma da fuoco ad un uomo che neanche quattro anni prima era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e che soffriva di depressione?». (fonte)
  • 15 marzo 2013 - San Giorgio Piacentino. Gabriele Castignola era stato condannato per minacce aggravate nei confronti della moglie Graziella Mosconi, la donna che ieri è stata colpita dal fucile di Castignola prima che quest’ultimo si suicidasse con la stessa arma. (fonte)
  • 19 aprile 2013 - Roma. Una guardia giurata di 42 anni uccide la moglie, dalla quale si stava separando proprio in questi giorni, e tenta il suicidio. Essendo guardia giurata aveva regolare porto d'armi (fonte)
  • 19 aprile 2013Montebelluna. Matteo, un uomo di circa 40 anni, uccide nel parcheggio di un supermercato la 22enne Denise, sua ex compagna e poi si suicida. Denise l'aveva denunciato per stalking, i carabinieri avevano "rimproverato" Matteo in caserma, ma poche settimane dopo ottiene il porto d’armi per «uso sportivo». (fonte)
Gli omicidi con arma da fuoco sono frequenti. Nella maggior parte dei casi chi ha compiuto l'omicidio si è poi suicidato o ha tentato di suicidarsi. Alcuni erano stati denunciati per stalking o per minacce, altri erano stati sottoposti a TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Com'è possibile che persone con gravi disturbi psicologici abbiano ottenuto il porto d'armi? Non è previsto un esame psicodiagnostico?

Requisiti psicofisici minimi per il porto d'armi

In Italia non si può entrare in un negozio e comprare un'arma. È necessario il nulla osta del Questore anche solo per tenere in casa o collezionare armi e munizioni. Se poi si vogliono portare fuori dal luogo di detenzione, è necessario avere l'autorizzazione, che è di tipo differente a seconda del motivo per cui si chiede di poter portare l'arma: difesa personale, uso sportivo o uso venatorio.

Le guardie giurate hanno il porto d'arma per difesa personale, mentre gli agenti di pubblica sicurezza «portano, senza licenza, le armi di cui sono muniti (ovvero, solamente quelle in dotazione ufficiale), a termini dei rispettivi regolamenti»
L'articolo 3 Decreto del 28/04/98 stabilisce negli art. 1 e art. 2 i requisiti minimi per il porto d'armi. Viene spiegato in modo ampio e dettagliato quali caratteristiche fisiche debba avere chi vuole un'arma: requisiti visivi, requisiti visivi, articolazioni, alterazioni motorie, epilessia... Ai requisiti psicologici dedica invece uno striminzito paragrafetto:
Assenza di disturbi mentali, di personalità o comportamentali. In particolare, non deve riscontrarsi dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool. Costituisce altresì causa di non idoneità l'assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e l'abuso di alcool e/o psicofarmaci.

Chi deve accertare i requisiti psicologici?

L'esame della vista, dell'udito etc. viene accertato da un medico, ovviamente. E l'assenza di disturbi psicologici chi la accerta? L'accertamento si articola in due fasi:
  1. certificato anamnestico compilato dal proprio medico
  2. accertamento di idoneità dalla ASL, dalle strutture sanitarie militari o dalla Polizia di Stato
Il medico di famiglia è un medico di medicina generale, che non ha alcuna preparazione in campo psicodiagnostico. Inoltre, in questi tutti i casi di cronaca degli ultimi anni, i certificati venivano compilati da medici che conoscevano da poco l'omicida o che non lo conoscevano affatto.

La seconda fase viene svolta da un "medico certificatore". Questo medico deve decidere se il soggetto che chiede l'arma ha le caratteristiche fisiche e psicologiche. E deve stabilire se servono ulteriori accertamenti.

Ma, mi chiedo, un medico qualsiasi può valutare efficacemente il visus, l'udito, le articolazioni etc.? A che servono allora gli oculisti, gli otorini, i fisiatri e i neurologi? E quali competenze ha il "medico certificatore" per valutare i disturbi mentali, di personalità e del comportamento?

Voi starete pensando che poiché l'articolo 3 del Decreto dice:
Il medico certificatore prescriverà tutti gli ulteriori specifici accertamenti che riterrà necessari, da effettuarsi presso strutture sanitarie pubbliche.
di sicuro il "medico certificatore" chiederà di andare dall'oculista, dall'otorino e dallo psicologo. E invece no. Lo psicologo e lo psichiatra non vengono coinvolti praticamente mai nella valutazione dell'idoneità psichica per il porto d'armi. Ma

"J'accuse!"

Innanzitutto è responsabile di questa situazione il Parlamento (che propone e approva le leggi) e il Presidente della Repubblica (che le promulga). A loro spetta il potere legislativo, quindi se una legge è inefficace è colpa di chi l'ha scritta, di chi l'ha votata e di chi non ne ha mai proposto la modifica.

Accuso anche i Prefetti e i medici.  Prefetti, medici di base e medici "certificatori" non sono colpevoli di alcun reato, lo so. Non è colpa loro se la legge è sbagliata e non è colpa loro se non vengono fatti adeguati controlli. Ma mi domando:
L'attuale legislazione e l'attuale prassi sono davvero il meglio che si possa fare riguardo alla concessione di armi da fuoco?
E se la risposta è negativa (e come può non esserlo?), mi chiedo: come mai in tutti questi anni non ci sono stati scioperi, manifestazioni, prese di posizione da parte dei medici e inchieste giornalistiche approfondite? Anche il silenzio e l'inazione sono moralmente colpevoli.

In conclusione

Lasciatemelo dire senza mezzi termini: è scandaloso che l'esame psicologico non venga fatto da uno psicologo. La curiosa coincidenza tra l'aggettivo "psicologico" e la professione di "psicologo" non suggerisce niente al legislatore?

Si devono pretendere delle reali valutazioni psicologiche di chi detiene delle armi e si deve pretendere che a farlo siano psicologi, cioè quelle persone che la Legge autorizza ad utilizzare gli strumenti di psicodiagnosi. La stessa legge deve individuare quali siano gli strumenti psicodiagnostici più adatti, delegando al sistema sanitario nazionale e quindi all'Ordine degli Psicologi ad individuarli.

Fare questo non significa eliminare il rischio al 100%. Molti omicidi avvengono con armi detenute illegalmente, alcuni assassini sono persone lucide e psicologicamente equilibrate, che quindi passerebbero i test psicodiagnostici senza problemi. Ma essere uccisi con il benestare dello Stato lo trovo francamente insopportabile.