L'anomala newsletter di Marialori Zaccaria sulle modifiche del codice deontologico

A tutti gli psicologi del Lazio insieme al kit elettorale è arrivata oggi la newsletter n.16 dell'Ordine degli Psicologi del Lazio scritta da Marialori Zaccaria (attuale presidente dell'Ordine del Lazio). Nel titolo uso il termine anomalo perché l'ho letto nella  newsletter e mi è sembrato che esprimesse pienamente la forte perplessità che ho provato nel leggere questa comunicazione.
NB. Per non appesantire la lettura con troppe virgolette, le frasi citate testualmente dalla newsletter saranno riportate in corsivo.

La prima anomalia: perché adesso?

Già. Come mai inviare questa newsletter il 12 giugno? Le osservazioni contenute nella newsletter sono del 25-26 gennaio 2013. Dato che la Zaccaria, in qualità di membro del Consiglio Nazionale, parlava a nome degli psicologi del Lazio, mi sarebbe piaciuto leggerle 6 mesi fa, quando furono inviate al Cnop. Anzi, mi sarebbe piaciuto ancora di più che fossero state concordate con tutti noi iscritti all'Ordine del Lazio: chissà che tra tante centinaia di psicologi non sarebbe uscita fuori qualche idea interessante?

Nel 1800, certo, non si poteva fare. Troppo complicato. Ma nel 2013 è semplicissimo. A volte mi chiedo: ma nelle nostre istituzioni se ne sono accorti che siamo non siamo più nel 1800? o pensano che le newsletter le portano dei newspiccioni webviaggiatori?

Soprattutto tenendo conto che da anni si discuteva di modifiche e che (a nostra insaputa) erano argomenti con i quali ci cimentavamo da tempo. Un rappresentante che espone idee personali mi sembra un portavoce anomalo.

La seconda anomalia: perché a noi?

Le modifiche del Codice, viene spiegato, sono state decise dalla maggioranza del Cnop. Non ci trovo  niente di male a criticarle, sia chiaro. Ma personalmente trovo un po' inopportuno che a criticare una decisione presa a maggioranza sia uno che fa parte della struttura. Se mi permette il paragone, sembra di assistere alla segreteria PD.

Quando viene decisa una linea comune, invece, la solidarietà professionale vorrebbero che tutti i membri del Consiglio difendano quella decisione come fosse propria, al di là delle posizioni iniziali. Il momento delle critiche e degli scontri anche duri è prima della decisione.

La terza anomalia: perché?

La Zaccaria dice che ha inviato la newsletter per comprendere meglio di cosa stiamo parlando. A me sembra strano che per comprendere meglio qualcosa si analizzino solo le motivazioni contrarie. Il linguaggio utilizzato ha il sapore del linguaggio demagogico della politica attuale ("altro che tutela", "ci si ghettizza", "svendere la psicologia", "conseguenze imprevedibili", "Vogliamo questo? Io no"....) che mira a suscitare lo sdegno e il timore "di pancia".

Nelle prime righe vengono rivolte delle accuse pesanti a quella maggioranza del Cnop. Accuse pesanti ma indirette, celate dietro ad un generico secondo molti: perdita di tempo, spreco di denaro, interessi elettorali, mancanza di quorum...

Con una curiosa nota di dietrologia irresistibilmente comica: secondo la Zaccalori - anzi, pardon, secondo molti - quelle proposte sono
iniziative promosse solo a fini elettorali (leggi elezioni Enpap, appena svolte e - tra qualche mese - rielezioni degli Ordini regionali).
Se la maggioranza del Cnop ha voluto indire il referendum per non meglio imprecisati benefici elettorali (quali?), che beneficio potevano avere rispetto alle elezioni Enpap? Le elezioni Enpap, ricordo, si sono svolte tra il 26/01 e il 1/02. E la comunicazione del referendum è stata fatta ad aprile 2013. Sembra un po' la favola del lupo e dell'agnello, col lupo che accusava l'agnello di inquinargli l'acqua, nonostante l'agnello si trovasse più in basso!

Inoltre, la psicologia della teoria del complotto insegna che se accusi qualcuno di fare qualcosa per le elezioni degli Ordini regionali e tu fai parte degli Ordini regionali, qualcuno potrebbe pensare che...

La quarta anomalia: referendum quorumless

La newsletter termina con una riflessione sulla mancanza del quorum per il referendum. Mi limito ad una sola domanda: perché farne una questione ora mentre non si è detto nulla riguardo alla mancanza di quorum per l'elezione dell'Enpap e per i precedenti organismi dell'Ordine?

E se davvero questo tema sta a cuore - come farebbe pensare un intero paragrafo sulla valutazione tecnico-politica su questo benedetto referendum - come mai non si è analizzato e neppure commentato il grave astensionismo che ha caratterizzato le ultime elezioni?

Tanto più che è singolare protestare sulla mancanza di quorum, visto che le modalità di votazione sono così semplici (3 crocette e infilare una busta nella buca delle lettere) che sarà difficile che su più di ottantamila iscritti ai vari Ordini regionali, voti un solo collega.

Capisco l'apprensione, è un momento importante per la vita dell'Ordine, ma si tranquillizzi: io la lettera l'ho spedita e più di 20 colleghi mi hanno personalmente assicurato di averla spedita. Magari saremo 21, ma non sarà un solo collega né un pugno di voti a decidere l'esito del referendum, glielo posso assicurare.

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