Non votate CHRISTIAN GIORDANO alle elezioni dell'Ordine


Alle elezioni del 23 dicembre e del 11-13 gennaio non votate Christian Giordano.

Votatene uno solo, votatene 5, votatene 9, cotate le facce più simpatiche o quelli che sono nati in giorni dispari, votateli seguendo l'ordine alfabetico o lanciando in aria una moneta... Insomma, votate chi vi pare, ma votate!
Fatelo per voi stessi e per i vostri colleghi. Se le percentuali di votanti saranno misere come negli anni passati sarà una sconfitta per tutti e una vergogna per ciascun psicologo.

Sia chiaro: se scriverete il mio nome tra le 9 preferenze che potete indicare nella scheda ne sarò felice. Ma l'importante non è che votiate me. L'importante è che votiate.

La mia candidatura, mi ha detto una volta +Nicola Piccinini, è una mission impossible. Per una questione matematica: per quanta buona volontà possa metterci, giustamente (e ringrazio Nicola per il confronto la "colleganza") in pochi segneranno un nome sconosciuto. Chi si è candidato alle passate elezioni da "sconosciuto" sa quanto sia complicato raggiungere un numero decente di voti.

Il fatto è che non sono in nessuna lista, non appartengo a nessun gruppo politico, non sono un docente universitario, non lavoro alla ASL o in settori pubblici, non sono mai andato in TV... insomma: non ho né "fama" né "potere".
È difficile raccogliere consensi se non hai né fama né potere.

Inoltre ho un paio di vizi che rendono poco appetibile darmi il voto: non mi piacciono le raccomandazioni, di nessun tipo e di nessun grado, quindi chi mi vota sa che se venissi eletto non lo favorirei. Inoltre, il mio altro vizio è che penso che agire eticamente significhi fare la cosa giusta per sé e per gli altri, per cui rifiuto i comportamenti e i pensieri mafiosi.

Vi garantisco una cosa: se nonostante tutto verrò eletto, farò di tutto per fare il bene della nostra professione e di tutti voi colleghi dall'interno.

Se non verrò eletto, continuerò ugualmente a portare avanti le iniziative a favore dei colleghi, soprattutto quelli usciti da pochi anni dall'Esame di Stato o dalle specializzazioni.
Invitando tutti i colleghi a contribuire col loro poco (poco tempo, poche competenze, poca voglia, poche idee etc.).

L'architettura del cervello (processi paralleli e distribuiti) ce lo dimostra: tanti "poco", messi insieme, possono fare la differenza. E se ve lo dico l'11/12/13 dovete crederci per forza.