La solitudine degli uomini primi (disturbo Narcisistico di personalità)

È triste avere sempre ragione, capire le cose meglio degli altri, sentirsi moralmente integerrimi e al di sopra di tutti, essere i primi sempre, in tutto.

Guardare la vita dall'alto della propria infallibilità e grandezza è inebriante i primi 10 minuti, ma a lungo andare dà un senso di vertigine e di distaccamento che fa sentire soli.

La pretesa di essere i migliori è una condanna. Dal punto di vista clinico queste persone vengono definite "narcisiste": hanno un costante atteggiamento di superiorità, si sentono speciali, sono sprezzanti e giudicanti nei confronti di amici, colleghi e familiari e non riconoscono i sentimenti e le esigenze altrui. Gli altri sono solo il contorno della loro esistenza.

Le persone che hanno a che fare con un narcisista si sentono infastiditi e irritati e ne pensano tutto il male possibile. È normale: se qualcuno ti giudica in modo freddo e arrogante ti senti stimolato a reagire in modo speculare per cui lo disprezzi a tua volta.

Il lato nascosto del narcisismo

Eppure c'è un lato nascosto del narcisismo. Essere degli "uomini primi", autoproclamarsi speciali e migliori comporta un enorme sforzo; per farlo si devono cancellare costantemente tutti i dati di realtà che attestano il contrario e ci si autoesilia dal mondo affettivo costringendosi a stare sempre una spanna al di sopra di tutto e tutti, senza farsi mai raggiungere da un abbraccio o da uno sguardo comprensivo.

Nel lato coperto del narcisismo si nasconde un genitore implacabile, una figura onnipotente e punitiva che pretende una perfezione irragionevole, ma che è anche l'unica fonte di affetto e di cura. Come può un bambino tenersi vicina questa Divinità Terribile ed Esigente? Accontentandola. E sacrificandogli ciò che ha di più caro: il desiderio di vicinanza e di calore umano.

Il messaggio di fondo che ha respirato il narcisista da bambino è che unico è sinonimo di solo. Ma perché si comporta in modo arrogante, presuntuoso e poco empatico? Perché si dice: «Io ho fatto tutto quello che dovevo fare: ora gli altri devono capirmi e amarmi». Vogliono che la loro devozione alla Divinità Esigente venga ricompensata. E se questa ricompensa non arriva  provano una profonda rabbia. Che altro devono fare? Perché nonostante i loro enormi sforzi non vengono amati? Perché non sentono l'amore che meritano?

È difficile scoprire il deserto in cui abitano i narcisisti. Ma è solo lì che li si può incontrare.

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