Volevo votare però un UFO mi ha rapito e un meteorite ha schiacciato la mia Smart

Solo 1/6 degli aventi diritto è andato a votare. Il quorum è stato raggiunto sul filo del rasoio, ma è una sconfitta per la nostra professione.
«Volevo andare a votare, ma quel giorno avevo da fare»
Erano 3 giorni.
«Sì, giusto, ma lavoravo»
Si votava dalle 9 alle 22. Sei scusato solo se lavori in una miniera o in un capannone cinese dove si cuciono borse.
«Ma ho avuto da fare tutto il giorno! Quei giorni avevo delle scadenze importanti...».
Sapevi che c'erano le elezioni da almeno 4 mesi. Le elezioni sono un impegno che avviene ogni 4 anni, mica ogni settimana. «Ero fuori per lavoro»
A meno che non ti abbiano deportato in Siberia come le Pussy Riot o in un'isola dell'arcipelago delle Fær Øer, sapevi già che si votava in quei giorni e potevi votare tramite posta.
«Sì, ma il week-end sono stanco, ho lavorato tutta la settimana, voglio stare coi bambini...».
Se in 4 anni non puoi allontanarti 10 minuti dai tuoi bambini ti consiglio una psicologa brava. Per loro.
«Ci sarei andato, ma giusto questo mese ho la macchina dal meccanico»
Sai quella leggenda che esistono autobus e metropolitane che ti basta un biglietto per andare in giro per la città? Ecco, non sono leggende. Esistono. potevi espletare anche per posta

Ammettetelo

Ci manca solo che accusiate gli alieni, l'anonima sequestri, una frattura nella continuità spaziotemporale o che vi giochiate la scusa della nonna malata come i bambini alle elementari.

Sono scuse ridicole. Ammettetelo.
Ammetterlo non serve per fustigarsi. Neanche le monache carmelitane usano più la fustigazione. E poi biasimarsi non è mai servito a cambiare, lascia le cose così come sono e anzi avvelena l'umore paralizzandoci ancora di più.

Ammetterlo serve per non ignorare il dato di realtà. E il dato di realtà è che sei stato passivo. Partecipazione, senso di responsabilità, etica, locus of control interno, appartenenza sono dimensioni che gestiamo quotidianamente nei nostri ambiti lavorativi (nelle aziende, negli studi privati, nelle cooperative, nelle organizzazioni...). Se i vostri clienti/pazienti avessero fatto una scelta così passiva e deresponsabilizzante e accampassero scuse come le vostre, cosa direste? E in che modo cerchereste di aiutarli?

E adesso che si fa?

Non so cosa volete farete voi. So cosa voglio fare io: io non voglio che si arrivi alle prossime elezioni fra 4 anni nelle stesse identiche condizioni di oggi.  Da oggi mi impegno a far sì che cresca la cultura della partecipazione. Con azioni e iniziative molto concrete.

Niente viaggi nell'iperuranio o promesse di irrigare il Sahara con l'innaffiatoio. Cose concrete e semplici. Le faccio dopo le votazioni perché non si confondano con il tanto-rumore-per-nulla che precede le elezioni. E le faccio da "semplice cittadino", visto che non sono stato eletto nel Consiglio (lo scrivo ora prima di sapere i risultati perché sapevo fin dall'inizio che era una mission impossible)

Farai qualcosa anche tu, collega, o scegli di rimanere passivo?

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