Guarigione in psicoterapia: gatti e coccodrilli fanno il porco comodo loro

Come diceva S. Agostino d'Ippona, se non mi chiedi cos'è la guarigione in psicoterapia lo so; ma se invece mi chiedi che cosa sia, non so rispondere.

Si può parlare di guarigione in psicoterapia?

Il concetto di guarigione è piuttosto semplice: siamo guariti quando non stiamo più male. Ma noi psicologi aborriamo i concetti semplici, ci stanno stretti, dobbiamo dare almeno una quindicina di definizioni diverse dello stesso fenomeno, possibilmente polemiche rispetto alle altre e tassativamente fondate su assunti dogmatici.

Ed ecco allora che in Psicologia la domanda più frequente non è «Come si può guarire?» ma «Cos'è la guarigione?». Persino i medici iniziano a dire che «I medici non guariscono le persone. Danno solo un aiuto perché le persone guariscano. Chi guarisce... è la persona stessa. È la forza di volontà della persona in questione!» (da Black Jack, un manga giapponese incentrato su un medico abusivo).

Si potrebbero versare fiumi e fiumi di inchiostro su questo argomento, e sono sicuro che ogni singolo psicologo e studente di psicologia abbia ottime ragioni e raffinati argomenti. Ma la realtà è che si tratta di pura e semplice fuffa. Niente di più.

L'autoguarigione

Ora vi spiego perché si tratta di fuffa. Ma prima una domanda:
Se incontrate vostra zia che vi dice "Mi sono operata al pancreas" le attaccate un pippone spiegandole che non è corretto dire che "si è operata" perché solo Rambo si può cucire il braccio da solo etc. etc. oppure vi informereste sulla sua salute e le dimostrereste la vostra vicinanza?
Questo per dirvi che quando avete amici a cena e uno di dice: «Sono grato al dottor Rossi che ha guarito mia figlia dal cancro» lasciatelo in pace: sa benissimo che il dottor Rossi non ha poteri magici e che si è limitato a fare la diagnosi e prescrivere la terapia. Sono la radioterapia e i farmaci antitumorali che hanno guarito sua figlia, anzi è l'organismo della bambina che ha guarito sé stesso usando le radiazioni ionizzanti etc.

Morale della favola: le battaglie con cui inorriditi praticate l'esorcismo a chiunque dica che gli psicoterapeuti "guariscono" sono perfettamente inutili.

La truffa

Il termine autoguarigione ci piace così tanto! Nessuno guarisce più, ce ne laviamo le mani, ah no, eh, noi non ce la prendiamo questa responsabilità, se il paziente sta bene o sta male è tutta colpa sua, noi non c'entriamo niente. Il medico, lo psicoterapeuta e i farmaci non fanno altro che favorire i processi spontanei di autoguarigione.

Ma se sono tutti processi di autoguarigione, perché il paziente non si guarisce da solo? Tradotto in termini più precisi, significa: perché non si fa la diagnosi da solo? Perché non decide da solo quali sono i farmaci più indicati? Perché non stila da solo il piano di trattamento?

Ma magari voi siete di quelli che pensano che la diagnosi non serve, che non c'è bisogno di conoscere le strategie terapeutiche, che non c'è alcuna necessità di formulare il caso o di tecniche di intervento. Magari siete di quelli che pensano che lo psicoterapeuta debba buttarsi alle spalle gli inutili anni di formazione e le ricerche scientifiche e debba solo seguire l'istinto in modo empatico.
Io la penso diversamente Ma se tu credi che sia così, onestamente, spiegami:
Se come psicoterapeuta non guarisci nessuno, perché ti fai pagare?
Quando una persona che soffre viene da voi, cosa pensate che si aspetti? Ve lo dico io: che la aiutiate a guarire. Nella definizione semplice che dicevano all'inizio: siamo guariti quando non stiamo più male. Non vuole stare più male, E viene da voi perché da sola non sa come fare a non stare più male. A dirsi "dipende da te" è capacissima anche lei.

Provate a immaginare: avete un mal di denti lancinante, la gengiva vi pulsa insopportabilmente, vi trascinate dal dentista dicendogli:
Dottore ho un male terribile, presto, me lo faccia passare!
Immaginate ora che il dentista appartenga alla setta dell'io-non-guarisco-nessuno e che si sieda e vi spieghi pacatamente:
Ma mia cara signora, io abbraccio la filosofia secondo la quale il medico non guarisce nessuno, può solo favorire le sue istanze endogene di cambiamento e di autoguarig....
Abbracci quello che le pare - urlereste voi - ma faccia qualcosa per farmi passare questo biiiip di dolore, brutto biiiip figlio di biiiiiip! (il dolore ai denti tira fuori il peggio di noi stessi, com'è noto).

Perché tanto fumo negli occhi?

Ora che vi ho spiegato che la discussione intorno al "guarire" è fuffa, vi dirò qual è la vera domanda:
 Come mai sprecare tante energie e circondare di una cortina di fumo così fitta l'argomento principale, cioè l'efficacia della psicoterapia
Io credo che in gran parte sia dovuto all'attaccamento ai fan club: se si usasse come principio l'efficacia della terapia c'è il rischio di dover mettere in crisi la fede cieca perinde ac cadaver che molti colleghi nutrono in questo o quel Caposcuola (rigorosamente con la maiuscola). Dovrebbero - orrore! - rinunciare a quella tecnica a cui sono tanto affezionati o a quel termine che proprio non possono farne a meno, piuttosto la morte.

Gran parte degli psicoterapeuti non sono pronti a diventare adulti. Hanno bisogno di un Padre, di un Fondatore, di un Caposcuola, di un Maestro di chiunque possa avere una Maiuscola che protegga loro, piccole lettere minuscole e indifese. Poi, sempre restando nel campo dei fan club, ci sono quelli che all'ombra di questi Fondatori ci hanno fatto carriera e sono diventati per osmosi fratelli maggiori e non sono disposti minimamente a mettere in pericolo il proprio potere e deporre lo scettro. Difendono con i denti ogni sillaba pronunciata dal Maestro e chissenefrega se sono efficaci dal punto di vista terapeutico e se guariscono effettivamente qualcuno, l'importante è conservare la sovranità nel loro piccolo mondo.

E mentre gli psicologi si azzuffano tra tifoserie e fanno crociate contro chiunque voglia guarire le persone che stanno male, i counselor, i pedagogisticlinici, i coach, i grafoterapeuti, i fioridibachisti, i thetahealer, i maghi, i santoni e le wannemarchi promettono guarigione e si pubblicizzano allegramente. Come diceva saggiamente Vulvia:
«È nato prima l'uovo o la gallina? Mentre i due non si decidevano gatti e coccodrilli facevano il porco comodo loro».


NB. mi rendo perfettamente conto che questo articolo è pieno di "Se... allora" - la struttura tipica del ragionamento logico. Troppo adulto. E mi rendo conto anche che è lungo, lunghissimo per gli standard del web: la maggior parte degli psicologi vedrà il titolo e passerà oltre, troppo faticoso, fosse stato di 6 righe o di 160 caratteri magari... Cinque o sei si sforzeranno a cliccare "mi piace" o +1 svogliatamente, senza neppure leggerlo. È la web generation, bellezza.