E per miracolo il treno deragliò

L'ossessione per la causalità è una delle componenti neurobiologiche della religiosità.
Numerose ricerche, molte volte anche all'università di Padova, hanno mostrato che la tendenza ad attribuire un nesso causale tra un evento A e un evento B che si succedono in un breve lasso di tempo è un meccanismo presente fin dai primi mesi di vita (quindi non culturalmente influenzato).

Il piccione superstizioso

I celebri esperimenti di Skinner sul piccione superstizioso hanno dimostrato decenni fa che questa attribuzione di causalità è un meccanismo comune anche ad altre specie animali. Se quando cade il cibo nella gabbia il piccione sta facendo un giro su sé stesso, sta sbattendo le ali o si sta beccando un'ala ripeterà questi gesti ogni volta che vorrà ottenere del cibo. Se per caso il cibo cadrà nei minuti successivi alla ripetizione di questo gesto, l'associazione verrà consolidata e avremo un piccione superstizioso. Successive "smentite" a questa associazione (cioè: sbatto le ali ma non cade il cibo) verranno ignorate e continuerà a ripetere il gesto finché non cadrà altro cibo. Ciò confermerà la "validità" della connessione causale tra gesto e cibo autorinforzando il credo superstizioso. Se avete visto il film Il lato positivo - Silver Linings Playbook avete un'immagine chiara del processo.

Attribuzione causale e ridefinizione dei dati di realtà

Se ieri, ad esempio, una suora non vedente avesse riacquistato la vista bevendo dal bicchiere appartenuto a Wojtyla, i cattolici avrebbero senza alcun dubbio pensato ad un miracolo di Giovanni Paolo II, soprattutto perché verrà santificato proprio domenica.
Questo tipo di attribuzione causale è alla base di tutti i processi di santificazione: se l'evento positivo X (ad esempio la guarigione) avviene dopo in un lasso di tempo congruo dall'atto Y (la preghiera o il contatto con una reliquia) allora X è causa di Y e ciò dimostra che il candidato è santo. Siccome sono avvenuti in tempi ravvicinati allora l'uno è causa dell'altro.
Si potrebbe anche tener conto del fatto che nelle 24 ore la suora ha fatto molte altre cose oltre che bere dal bicchiere del papa e nulla ci autorizza a ritenere che sia stato proprio quello la causa del "miracolo".

Il ragazzo ucciso dalla croce del Papa

Purtroppo, la cronaca ci racconta che non è guarita alcuna suora: ieri un 20enne è morto schiacciato dalla croce di Wojtyla. Dunque? Qui subentra un altro meccanismo che corregge quello di attribuzione causale per prossimità: il meccanismo della dissonanza cognitiva (Festinger). I dati di realtà rimangono gli stessi: prima avviene A e poi B. Nel primo caso la mente elabora un nesso causale ("miracolo!") nel secondo sopprime il nesso causale ("è un caso") oppure opera una ridefinizione ("è una prova dal cielo", "è una punizione divina").

Guarire da una malattia o morire schiacciati da un monumento sono entrambi eventi statisticamente rari. Il nostro cervello, che è programmato a trovare spiegazioni e ad ordinare gli eventi, si trova però nel secondo caso in conflitto tra ciò che è disposto a credere (il Papa morto è buono e vuole il nostro bene) e ciò che la tendenza alla causalità per prossimità lo indurrebbe normalmente a pensare (il Papa ha voluto schiacciare quel ragazzo). Ed è qui che scatta il meccanismo descritto da Festinger.

Si potrebbero citare numerosi casi simili: penso che tutti ricordino i 39 morti e 24 feriti sulla A16 (10 nel bus e 14 automobilisti travolti dal pullman che tornava da un pellegrinaggio al santuario di Padre Pio). Se dopo essere precipitati dal viadotto dell'A16 si fossero salvati tutti, i giornali avrebbero titolato "miracolosamente illesi". E non è difficile pensare che i credenti avrebbero attribuito il miracolo a Padre Pio, visto che tornavano dal suo santuario.

Il bisogno di prevedibilità

Il nostro cervello ci fa vedere nessi di causa-effetto là dove non ce ne sono e compie operazioni di filtraggio e deformazione delle informazioni per farle coincidere con una visione ordinata del mondo, in modo da aumentare la sensazione di prevedibilità. Sono meccanismo neurobiologici universali e primitivi.
Le strutture di pensiero culturalmente trasmesse come la superstizione, i riti propiziatori e le religioni sono stratificazioni di queste strategie mentali contro il senso di instabilità e di caos. Nei disturbi psicologici, e in particolare in quelli dello spettro post-traumatico, si osserva in modo evidente il destrutturarsi dell'immagine di un "mondo sicuro" fino alla dissociazione.

Noi esseri umani abbiamo bisogno di rappresentarci il mondo come un luogo sicuro e prevedibile: la frammentazione o una mancanza di sicurezza porta alla patologia, e anche i processi di rassicurazione alla base del pensiero magico-superstizioso-religioso possono essere a loro volta patologici.

PS. Il titolo è preso dalla favola della Piccola Fiammiferaia contenuta in Pancreas. Trapianto del Libro Cuore di Giobbe Covatta: «Finché un giorno la bambina decise di fare un viaggio a Lourdes e, per miracolo, il treno deragliò».

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