Se lo psicologo non guadagna la colpa è dei bambini

Bisogna stare attenti con le parole. Se dici #vinciamonoi e poi non vinci sembrerà che non conti più niente anche se fai il 22%. Se dici #staisereno e poi dopo una settimana pugnali il tuo alleato invece non succede niente. Ma questo è un altro discorso.

Perché non si dica che non ho imparato nulla da queste lezioni di vita, ho passato in rassegna tutte le bozze dei miei articoli e ho chiesto al Maestro Yoda (il senior recruiter & life coach di Star Wars appollaiato accanto al mio computer che solo io posso vedere):
«Venerabile Maestro, quali tra questi argomenti è opportuno pubblicare?»
Dopo aver socchiuso gli occhi ed aver appoggiato il mento sul bastone, Yoda sussurra in un rantolo:
«Insidiosa la strada del confronto è, mio giovane padawan. La forza seguire tu devi. Altro dirti non posso»
Suggerimento utile come un libro di Raffaele Morelli quando hai in cura uno schizofrenico paranoide. Ma Yoda è come la Roma: non si discute si ama. Per cui invocando la Forza e accendendo un cerro a S. Maurizio Costanzo patrono della concordia (booooni, state bboooniii), ho ragionato tra me e me:
  • Dei counselor e dei grafologi non si può parlare, perché sono più permalosi di un chihuahua con il disturbo da disforia premestruale. Le rappresaglie delle scuole che formano grafocouchselor sono terribili! Sguinzagliano i loro allievi per spammarti il blog e i social di insulti neanche fosse un post di Grillo, ti radiano a vita, ti cuciono una lettera scarlatta sul pantalone e possono persino arrivare a cancellarti dagli amici di Facebook!
  • I medici non si possono neppure nominare, come sta scritto nel comma 0.0 della legge 56/89 che istituisce la professione di psicologo, pena l'essere declassati da "professione sanitaria" a "manovalanza circense". E se l'ira dei discepoli di Esculapio si acuisse, che ne sarebbe poi del mitologico Psicologo di Base?
  • Dell'Ordine del Lazio non si può più dire nulla perché corre voce che quando viene pronunciato il nome di voi-sapete-cosa si viene colti dalla Maledizione Senza Perdono. I consiglieri, tuttavia, hanno smentito pubblicamente tali voci e hanno dichiarato che sono aperti al confronto e al dialogo invitando tutti coloro che hanno opinioni differenti a discuterne direttamente nelle segrete del Castelletto. Il fatto che finora non si sia letta da nessuna parte neanche una sola opinione discordante coincide solo casualmente col fatto che nessuno sia mai riuscito a fuggire dalle segrete del Castelletto. 
  • Della psicoanalisi non si può parlare perché ciò costituirebbe indubitabile segnale di indivia del pene degli afroamericani e paleserebbe un desiderio perverso di fare sesso con tua madre, tuo padre, fratelli, sorelle, zie, cugini e il criceto hamtaro.
  • Del CNOP non si può parlare perché la guerra si sta svolgendo underworld, giochi di potere, alleanze e lotte all'ultimo sangue, e solo dopo le nomine sapremo se hanno vinto i Lycan, i Vampiri o Cultura e Professione.
Come potete immaginare, questi ragionamenti mi hanno reso avvilito e depresso. Se le cose stanno così, mi sono detto, significa che non potrò più parlare di nulla! E se qualcosa di ciò che vedo non mi piace?
Facendo capolino tra i volumi della mia libreria, Gottfried Wilhelm von Leibniz mi rispose:
«Se ti accorgi che questo non è il migliore degli ordini possibili significa che stai valutando male».
«E se non condivido una scelta dell'Ordine?».
«Il tuo dissenso è il modo di punire tua madre per il trauma della nascita che ti porta all'inconscio desiderio di fusione in Thalassa, è ovvio» - mi risponde Sándor Ferenczi su whatsapp (sì, vedo anche Ferenzi, oltre Yoda e Leibniz).
«Anche se mi viene imposto il POS?».
«Sarebbe il migliore dei POS possibili» - ribatte Leibniz.  
«E se gli studi di settore dicono che noi psicologi guadagniamo come il dentista delle dive di Hollywood e ci tassano l'immondizia come se sversassimo fusti radioattivi?»
«Non potrai protestare perché siamo tutti monadi autosustanziate» - replica Leibniz - «E comunque» twitta Ferenczi «la differenza di opinioni è colpa della tua uretra perversa che espelle polimorfo liquido thalassastico (vorresti fare sesso con tua madre, è comprensibile...)».
«Ma allora quando sento il desiderio di condividere le mie perplessità, le mie proposte, le mie critiche o le mie idee, se tutti sono disposti al dialogo solo quando il dialogo è di lode e consenso, come potrò fare?».
«Prenditela con i bambini! - mi suggerisce con voce asmatica e  trascinando le catene Ebenezer Scrooge, la più cinica e spietata delle mie apparizioni - Tanto quelli sono troppo piccoli per protestare. E poi ci hanno fatto il callo: dopo Melanie Klein, Margaret Mahler, Eric Berne e gli altri l'età infantile ci è abituata a essere additata come la causa di tutti i mali degli adulti. E comunque i bambini hanno di meglio da fare che leggere il tuo blog».
Ebbene, miei cari bambini, sappiate che da oggi in poi se le cose per gli psicologi italiani non andranno bene sarà colpa vostra. Ed è inutile che facciate gli occhioni teneri e i sorrisetti paffutelli: non ci caschiamo. Quindi o accettate il confronto in modo adulto e costruttivo, oppure vi togliamo il biberon. Siete avvertiti.

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