Psicologi gay e psicologhe lesbiche potranno usufruire dell'Assistenza Sanitaria Integrativa

Un'ottima notizia sul fronte previdenziale: dal 16 aprile 2014 l'assistenza sanitaria integrativa che potrà essere estesa anche al convivente dello stesso sesso.

Dal 16 aprile, infatti, sono entrate in vigore le nuove Condizioni Generali di Convenzione e Assicurazione dell'EMAPI (Ente di Mutua Assistenza dei Professionisti Italiani), l'ente che si occupa dell'assistenza sanitaria degli psicologi. Agli articoli 2.4 (Assicurati) e 4 (Nucleo familiare) viene riconosciuto esplicitamente che il convivente "more uxorio" è tale indipendentemente dal genere sessuale:
2.4 Viene prevista la possibilità per il coniuge, il convivente more uxorio, tale indipendentemente dal genere, e i figli superstiti di iscritti deceduti, di mantenere attiva la garanzia prestata dalla presente Convenzione dietro pagamento del relativo premio annuo.
4. Il nucleo familiare è composto dal capo nucleo, dal coniuge non legalmente separato o, in alternativa, dal convivente more uxorio, tale indipendentemente dal genere, e dai figli conviventi. Sono comunque compresi i figli non conviventi purché studenti ed i figli non conviventi per i quali il capo nucleo sia obbligato al mantenimento economico a seguito di sentenza di divorzio o separazione ovvero altro provvedimento dell’autorità giudiziaria. Sono, altresì, equiparabili ai figli, ai fini della copertura assicurativa, i figli del coniuge o del convivente. A comprova del proprio nucleo familiare l’iscritto dovrà produrre certificato di stato di famiglia o di residenza, ovvero autocertificazione della condizione di famiglia di fatto, ai sensi degli artt. 75 e 76 del DPR n. 445/2000. 
È una grande conquista in materia di diritti civili e, se non fosse per la soddisfazione di un piccolo passo in avanti, verrebbe da dire "è anche troppo tardi". Eh sì, perché noi psicologi dovremmo tradurre in azioni concrete le istanze sociali che riguardano l'ambito delle relazioni e del benessere psicologico. Se non ce ne facciamo carico noi, chi dovrebbe farlo?

Vittoria degli psicologi: venceremos!

Sui social l'estensione anche al convivente omosessuale viene fatta passare come una novità esclusiva degli psicologi (anzi, di una parte ben precisa degli psicologi). Senza togliere alcun merito ad AltraPsicologia, le cose vanno raccontate un po' più obiettivamente.

Iniziamo col dire che non si tratta della "prima cassa previdenziale che riconosce diritti ai gay". Già nel maggio 2013 ai deputati venne concesso di estendere le spese sanitarie anche ai conviventi dello stesso sesso. L'iniziativa venne bollata come uno dei tanti Privilegi della Kasta. Nel novembre 2013 il Faschim (Fondo nazionale di assistenza sanitaria per i lavoratori dell'industria chimica, chimico-farmaceutica) fece lo stesso.
  • Chimici - Psicologi: 1 - 0
Sempre nel 2013, anche la Faac, Coop Adriatica, la GD e l'Unipol estesero l’assistenza sanitaria integrativa garantita al convivente dello stesso sesso.
La cosa curiosa è che la Faac (la famosa azienda di cancelli) ha tra gli azionisti la Curia Cattolica! Ciononostante garantisce l'accesso al Tfr se uno dei due conviventi gay ha un reddito più basso a causa della crisi, il compagno che lavora alla Faac può chiedere l’anticipo del Tfr per far fronte alle spese.
  • Preti - Psicologi: 2 - 0
Ma ho trovato ancora più curioso il fatto dell'Unipol, perché banca Unipol ha il contratto con Unisalute. Forse alcuni ricorderanno che prima di aderire all'EMAPI, l'Enpap aveva stipulato l'accordo proprio con Unisalute, solo che nelle clausole contrattuali non fu chiesto di riconoscere anche le coppie omosessuali.
  • Banchieri - Psicologi: 1 - 0
Visto che ce le suonano tutti quanto a riconoscimento dei diritti sociali, suggerisco ai colleghi che hanno esultato parlando renzianamente di ""prima to degli psicologi" o di "vittoria di AltraPsicologia" di sostituire «Venceremos adelante!» con un più saggio «Adelante, Pedro, con judicio».

Una vittoria per tutti

L'estensione al coniuge gay viene riconosciuta a tutti gli Associati dell'EMAPI perché è inserita nelle Condizioni Generali di Convenzione, riguarda tutte le polizze sottoscritte tramite Emapi. Non si tratta di avanguardia di civiltà solo degli psicologi, quindi, ma anche dei: Geometri, Notai, Professionisti di Infermieristica, Biologi, Geologi, Agronomi, Chimici, Consulenti del Lavoro e Periti Industriali.

Le cose, in breve, sono andate così: Torricelli - in qualità di presidente Enpap e di conseguenza Consigliere Emapi - e gli altri associati hanno proposto a Demetrio Houlis, presidente dell'EMAPI, di specificare che l'estensione ai conviventi omosessuali venisse inserita nelle Condizioni Generali. Houlis ha accettato e fatta sua la proposta che poi tutti hanno votato unanimemente.

L'Enpap ha fatto un lavoro "dietro le quinte", insomma. Nella Lettera del dicembre 2013, nel Prospetto con i confronti e in tutte le altre comunicazioni fatte dall'Enpap riguardo alla nuova assicurazione viene annunciato gioiosamente ciò che sarebbe stato fatto per i bambini piccoli, gli anziani e le neomamme ma non una parola riguardo ai conviventi omosessuali. Personalmente, penso che tutti noi colleghi avremmo non solo plaudito ma anche sostenuto attivamente con forza l'azione di Torricelli per far valere questo diritto. Le cose buone non vanno tenute nascoste fino all'ultimo momento!

La locandina che creai nel 2011 aderendo al boycott Generali 

Ma le Assicurazioni Generali non erano IL MALE?

Una veloce annotazioni: mentre mi documentavo per scrivere questo articolo, ho "scoperto" che Emapi è di Generali Assicurazioni. Non so se anche a voi legendo "Generali Assicurazioni" si è abbassata la temperatura, si è fatto buio e avete sentito in sottofondo un raccapricciante accordo di organo a canne. Se non è successo è perché non sapete della storia del BoicottaGenerali.

Fin dal 2009 è iniziata una lotta tra Generali e Ordine degli Psicologi del Lazio che parlava di "discriminazione" e di "perseverare diabolico". La Generali Assicurazioni esplicitamente (qui la lettera) non solo rifiutava di rimborsare la psicoterapia fatta da psicoterapeuti psicologi, ma affermava che la certezza della diagnosi e della cura può essere fatta solo da un medico psicoterapeuta, psichiatra o anche neurologo!

A riprova che il renzismo non nasce con Renzi, l'Enpap renzianamente rispondeva ai propri iscritti che non avevano rinnovato l'assicurazione con Emapi a causa della discriminazione di Generali, Emapi con una newsletter fece garbatamente notare che era Generali che non aveva voluto partecipare al bando di gara dell'Enpap e non il contrario. Nicola Piccinini, attuale presidente del Lazio, prese a cuore questa ingiustizia e propose di boicottare Generali e tutti i filistei. Ricordo che io aderii, ma la cosa morì lì. La partecipazione fu scarsa e l'effetto nullo.

Ancora nel 2012 Federico Zanon elencava la Generali Assicurazioni tra quelle che proprio non ne vogliono sapere di rimborsare la psicoterapia non medica. Mi risulta che sia ancora così.

Se le cose sono cambiate, sarebbe interessante comunicarcelo, così smetterò di sentire il Fantasma dell'opera ogni volta che vedo il logo di Generali. Se invece non sono cambiate, mi piacerebbe che il nuovo consiglio - chiedo a loro perché hanno quasi tutti il doppio incarico (Ordine ed Enpap) - spiegassero come mai è stata stipulata l'assicurazione con Emapi e che cosa stanno facendo per far cessare quella che fino a ieri bollavano come discriminazione.

In conclusione

Sono contento che l'attuale Enpap stia procedendo sulla strada dell'onestà, della trasparenza e dell'efficacia. Dobbiamo andare fieri di questa piccola conquista nel campo delle assicurazioni. Come Psicologo mi riempire di orgoglio sapere che il nostro ente previdenziale si pone all'avanguardia e diviene propulsivo nei confronti della società e della politica sulle tematiche che ci riguardano più da vicino.

Per portarci avanti col lavoro, suggerisco di riflettere, ad esempio, sulle facilitazioni contributive per i neopsicologi/neopsicoterapeuti, sull'equiparazione del convivente omosessuale al coniuge (dato che in Italia non esiste l'istituto matrimoniale per i gay) per la pensione o restituzione in caso di "premorienza" e sul riconoscimento della paternità oltre che della maternità (gli psicologi dovrebbero essere i primi a capirne l'importanza).


Ringrazio di cuore +Felice Damiano Torricelli e +Federico Zanon per la grande disponibilità con cui hanno risposto alle mie domande e l'infinita pazienza con la quale cercano di farmi capire concetti economici che per me sono più incomprensibili dell'ugrofinnico ceremisso annotato in ugaritico.