Vuoi che muoro? MasterChef in salsa psy

Giorni fa, parlando di politiche ordinistiche con alcuni colleghi, mi hanno chiesto: «Ma cos'è AP? E che sarebbe l'Enpap?». Lo so, sembra una battuta, e invece è tutto vero. Yoda e Leibniz (il maestro jedi e il filosofo parruccone che io solo posso vedere) possono confermarlo. Io voglio credere. Certo però che, se le basi sono queste, il rinnovamento culturale della nostra categoria sarà una sfida molto impegnativa.

Un po' di archeologia

Allora, miei giovani allievi padawan, dovete sapere che la nostra storia inizia nel gennaio 2014. Prima delle elezioni nel Lazio esistevano 3 gruppi* che si occupavano della politica dell'Ordine: C&P (Cultura e Professione)AP (Altra Psicologia) e SIPAP (Società Italiana Psicologi Area Professionale). Vinsero AP e C&P. Sipap non ebbe nessun rappresentante e svanì rapidamente come Mr Spock nel teletrasporto. Attualmente nel Lazio ci sono 8 consiglieri AP e 7 consiglieri C&P. A causa della sua assenza comunicativa, C&P è come se non esistesse e ci fosse la sola AP al governo dell'Ordine. Se questo "oblio" sia un bene o un male lascio a voi deciderlo.
*Non ho nominato AUPI perché ufficialmente non si era candidata e non ho contato il gruppo BenEssere Psicologi perché si è trattato di un fenomeno nato a poche settimane dal voto e subito disintegratosi.

Cuochi e ricette

Mentre scrivevo questo articolo, Joe Bastianich (lo spietatissimo e sarcastico giudice di Masterchef) inizia ad urlarmi contro:
«Ma sei crazy? Da bambino hai avuto accudimento traumatico e hai visto tuo gatto che faceva sesso con tuo Big Jim? Tuoi articuli su Ordine veramente fa schifo. Il problema è che quando leggo questo si bloccano su mio stomaco come una palina di catrame e devo andare in ospidale, adesso, sennò muoro».
Mortificato, mi sono messo in un angolo e ho pensato che in fondo il mio rapporto con AP è un po' come quello di un cuoco con le sue ricette. Non ho mai nascosto la mia simpatia e la mia stima per numerosi militanti AP come +Federico Zanon+Luca Pezzullo+Federico Conte+Ada Moscarella etc., colleghi professionali e appassionate. «Intelligenti come jedi e generosi come ewok essi sono» mi dice Yoda.

Il cuoco, insomma, mi piace. Sono le ricette che non sempre mi convincono. Nell'Ordine però c'è spazio per molte ricette. Il mondo non è diviso in avvelenatori e chef buoni. Gli avvelenatori non possono lavorare in cucina e vanno cacciati. Ma quando tutti gli avvelenatori saranno in galera, non è affatto vero che rimarranno solo le ricette di Altra Psicologia (o di Professione Psicologo, Cultura&Professione, Psicologi per il Veneto, Noi Psicologi Toscani etc). Se abbiamo imparato qualcosa da MasterChef è che lo stesso piatto può essere cucinato in tanti modi diversi.

Excuse me, I ain't no groupie

Stare in gruppo è bello e salutare. Ma sinceramente quest'idea che si debba stare tutti nello stesso gruppo non mi piace perché ha i toni da pax augusta mista a Große Koalition, sintesi hegeliana e concerto di Gigi d'Alessio.
E poi non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me (cit.).

Vi faccio alcuni esempi di ricette che mi convincono poco: non sono mai stato d'accordo con i doppi incarichi: gran parte dei membri dell'Enpap - compresi alcuni di quelli che ho citato come persone che stimo - sono contemporaneamente in Enpap e nel consiglio dei propri Ordini regionali (Luca Mazzucchelli, Federico Conte, Paola Biondi, Nicola Piccinini, Mauro Grimoldi, Ada Cacioppo, Valeria La Via, Paolo Contini e molti altri). Alcuni hanno anche triplo o quadruplo incarico. Niente di illegale o di losco, sia chiaro. Però a me il doppio incarico non piace e voglio potermi permettere di dirlo. I colleghi che fanno parte di associazioni di categoria non hanno questa libertà (o almeno per una fortuita coincidenza non l'hanno mai usata. Forse perché è la migliore Enpap possibile).
    I valori politici nell'era post-ideologica
    Viviamo in un'epoca post-ideologica. Un chiaro segno del post ideologismo, secondo me, si può trovare nel proliferare dei fideismi situazionali, tante piccole bandiere da seguire e in nome delle quali fare crociate (animalismo, psicoanalisi, creazionismo, belieber, berlusconismo, anticounseling, proconseling... metteteci dentro quello che preferite).

    Ciò significa che, in politica, non ha più senso parlare di destra e di sinistra in senso stretto. Aveva senso quando gli uni facevano dichiaratamente gli interessi della classe nobile e industriale e gli altri difendevano esclusivamente la classe operaia e proletaria. Aderendo alla Costituzione, i valori di ogni cittadino sono gli stessi. Le uniche differenze (al netto di crimini, furti, lobbismo etc.) sono le strategie concrete che ogni gruppo propone per concretizzare quei valori comuni. Mutatis mutandis, lo stesso discorso può essere fatto per l'Ordine degli Psicologi.    

    Le ricette che cucinerei diversamente

    Un'altra ricetta che mi convince poco è lo sbilanciamento eccessivo sul marketing da parte dell'Ordine del Lazio. Ho l'impressione che si stia tentando di vendere la casa su carta. Come fanno certe ditte che piazzano gli appartamenti prima di averli costruiti. Fare marketing è estremamente utile: il poster col gomitolo di lana nella clessidra era un'iniziativa debolissima ed è durata un battito di ciglia. Ma al di sotto dell'involucro e dei fiocchetti ci sono questioni essenziali che vanno definite prima di presentare il prodotto "al cliente esterno" (questa cosa che invece di essere colleghi siamo "clienti interni" mi raccapriccia un po'). Ad esempio
    • bisogna avere il coraggio di definire con forza e con decisione gli atti tipici; e insistere sul posizionamento del marketing è una strada fallimentare, secondo me: fare marketing o fare da "punti di raccordo" nelle strutture non è e non sarà mai un atto tipico dello psicologo;
    • si deve avere il coraggio di dissentire dall'etichetta di "sanitario" applicata agli psicologi anche in mansioni e contesti che di sanitario non hanno nulla;
    • si deve agire per regolamentare il flusso di laureati alla facoltà di Psicologia e per rendere l'Esame di Stato più concreto, più professionale, più differenziato in base agli indirizzi e più selettivo;
    • si deve intervenire per limitare il moltiplicarsi delle scuole di psicoterapia e per dare un giro di vite sui numerosissimi corsi e corsetti che "certificano" le competenze in psicodiagnosi, psicologia giuridica, ipnosi, terapia online, counseling, coaching, marketing etc. AP si è fatta un vanto della "Carta etica delle scuole di psicoterapia" (una crociata abbastanza inutile, secondo quello che mi dicono dalla Lombardia) tanto da riproporla anche nel Lazio, sarebbe quindi utile si battesse anche per azioni concrete riguardo alle miriadi di offerte formative scadenti e ingannevoli.
    Sono solo alcuni esempi. E sono esempi parziali. Come ho spiegato in un precedente articolo (→Il rinnovamento dell'Ordine: ci voglio credere) i colleghi che lavorano in Enpap, nel CNOP e negli Ordini regionali stanno facendo molte cose positive. In questo blog riporto le ricette che io cucinerei diversamente. Tanto a elogiare, celebrare e fare permanent automarketing su Facebook, Twitter, in tutti i luoghi e in tutti i laghi ci pensano già gli attivisti AP. Sarebbe ridondante e di poca efficacia se lo facessi anche io.

    Nei prossimi mesi i temi che ho accennato verranno approfonditi e dettagliati. Ma non è detto che sarò io a farlo: datevi da fare anche voi. Interessatevi, partecipate, confrontatevi. «Stay foolish, stay hungry».