L'APA è fallita? Estiqaatsi dice che non è una grande perdita

La psicologia è finita. L'APA chiude i battenti e dichiara fallito il tentativo di fare ricerca scientifica in campo psicologico. E allora?
Il post provocatorio e umoristico di +Carmelo Di Mauro ("la fine della psicologia") che traslittera quello di The Onion riguardo alla dichiarazione di fallimento dell'APA (quella degli psicologi, non la gemella APA degli psichiatri) mi ha fatto sirgere una domanda:
E se un giorno l'APA dovesse davvero chiudere?
Da buon romano la risposta che mi verrebbe più spontanea inizierebbe con ma 'sti..., che tradotto per i colleghi non laziali significa che avrebbe uno impatto pressoché nullo sul mio sistema motivazionale ed eliciterebbe una brevissima risposta attentiva sostenuta.

Colonialismo americano? Anche basta

Se un giorno chiudesse davvero l'APA non verserei lacrime. Intanto perché credo sia ora di affrancarsi dal colonialismo culturale americano. Poi perché, a differenza della gemella psychiatric che almeno fa il DSM, in tanti anni l'APA non è stata capace di produrre neppure uno strumento utile per la nostra professione o la ricerca.

Infine spesso ce lo dimentichiamo, ma per quanto prestigiose e autorevoli siano, l'APA degli psicologi e quella degli psichiatri sono associazioni private. Per questo continuo a non capire perché in Italia ci si ostini ad utilizzare un manuale prodotto da un'associazione privata di uno Stato Estero e non il manuale ICD che è prodotto da un organismo internazionale come la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità). È scandaloso che le biblioteche delle facoltà di psicologia finanzino l'APA acquistando il manuale, il libro dei casi clinici etc. mentre se cerchi l'ICD ti senti rispondere che non ce l'hanno o hanno una versione autografata da Marie Curie e Pasteur.

Ci meritiamo un manuale psicologico

Insomma, gli psichiatri americani hanno prodotto il DMS e si sono imposti come standard colonizzando la psicopatologia mondiale. Gli psicologi americani, pur essendo colonialisti come i gemelli, non sono riusciti a far nulla. Ci meriteremmo un Manuale Diagnostico Psicologico. Fatto di eziologia psicologica, di strumenti psicodiagnostici, di prognosi e di indicazioni per la psicoterapia basate sulla ricerca.
E a questo punto mi chiedo: ma la psicologia europea? e quella asiatica? quella africana?
L'unica cosa vagamente psicologica simildsm è il PDM, che è il manuale dei freudiani e post-freudiani (capeggiati da psichiatri tipo Gabbard e Kernberg, ovviamente, e anche in Italia pubblicizzato da psichiatri. Non esattamente un manuale fatto da psicologi insomma). Per i (post)freudiani era necessario un volume condiviso visto che si contano centinaia di "correnti" psicodinamiche (più o meno una per ogni professore universitario).

La morte dei fan club

Anche gli altri fan club hanno quasi tutti i propri manuali: il fan club cognitivo-comportamentale, il fan club bioenergetico, il fan club interpersonale, il fan club strategico, etc. Tradotto concretamente ciò significa che ognuno si fa la sua rivistina, dove pubblica le sue ricerchine (che poi spesso sono molto buone ma restano confinate nella piccola cerchia del fan club), usa un linguaggio esoterico ed è costretto a reinventare la ruota perché non conosce o disprezza gli strumenti altrui. Uno spreco immane di energie, di esperienze e di eccellenze.

Io sono convinto che l'unica soluzione consiste nel celebrare il funerale dei "fan club". Verseremo qualche lacrima, ci diremo quanto erano belli e bravi, porteremo gli abiti neri qualche mese ma poi, finito "il lavoro del lutto", si potrà finalmente andare avanti. È questa la legge della vita. Mettersi contro questo processo sì che sarebbe il vero fallimento e la vera fine.

PS. Per coloro che non avessero colto la citazione del titolo: