Abbiamo davvero bisogno degli Ordini regionali?

La suddivisione in Regioni è ancora utile? Io ristrutturerei il Nazionale - con molta più trasparenza e possibilità di vigilanza e partecipazione - e manterrei strutture snelle nei territori come presidi per le situazioni locali.


Abbiamo davvero bisogno degli Ordini regionali?
Vi rispondo subito: secondo me no. Fine dell'articolo.

Ora quelli che hanno una capacità attentiva che supera i 30 millisecondi se gli va possono leggere anche perché penso che basterebbe un unico Ordine Nazionale con presidi sparsi nel territorio.

Capiamoci subito: non succederà mai. Non ora, e neppure nei prossimi 20 anni. In una scala di probabilità, è più facile che in Italia vengano aboliti tutti gli Ordini Professionali piuttosto che venga riformato così radicalmente l'Ordine degli Psicologi. riflettere sulle cose è comunque sempre un vantaggio.

Si dice Regionale, si legge Nazionale

Un primo motivo per cui abolirei gli Ordini Regionali riguarda il fatto che da quello che sento e che leggo le richieste che i colleghi fanno e le aspettative che hanno nei confronti degli Ordini sono quasi tutte richieste di competenza Nazionale: EdS, riordino dei curricola universitari, programma di valorizzazione su scala nazionale, intese con ministeri e altri Ordini professionali, convenzioni, presenza nelle scuole, nei carceri, nel SSN, nelle ASL etc.
Chiaramente l'ipotetico Ordine Nazionale non dovrebbe essere come l'attuale CNOP, ma una struttura trasparente e partecipativa. Gli psicologi non vogliono un ordine più regionale, vogliono un ordine più efficace. O almeno io la penso così.

Il web esiste! Sia lodato il Flying Spaghetti Monster

Un altro motivo è che siamo nel 2014, accipigna! Una delocalizzazione di cariche e uffici così capillare non serve. Ormai le riunioni del consiglio possono essere videotrasmesse, spostarsi in aereo o in treno non è più un viaggio della speranza tipo "il vecchierel canuto e bianco" e praticamente il 90% delle comunicazioni e degli atti si possono fare via internet.
L'adozione del voto elettronico da parte dell'ENPAP è un esempio di come può cambiare sensibilmente la gestione delle istituzioni quando noi psicologi ci arrenderemo al fatto che siamo nel XXI secolo.

Il presidio territoriale servirebbe ad avere "il polso" delle diverse realtà e a mediare gli interventi decisi dall'Ordine. Magari potrebbe distribuito in base alla densità territoriale. Che senso ha che le stesse strutture siano replicate nel Lazio e in Lombardia come in Val d'Aosta e a Bolzano, dove le riunioni di tutti gli iscritti possono essere fatte in una saletta da the (piccola)?
[→ per chi ha la facoltà umoristica atrofizzata alla Sheldon Cooper: è umorismo]

Banalmente: il risparmio

Tenete presente un fatto: una significativa % del vostro bollettino di iscrizione all'Ordine viene utilizzata per mantenere la struttura. Come dire che metto 10 litri di benzina nella macchina e 8 litri li beve solo per restare accesa invece che per trasportarmi!
Una piccola parte viene girata dai regionali al CNOP. A questo punto, meglio dare tutti direttamente al CNOP, no?
Decine di presidenti, vicepresidenti, tesorieri, consiglieri, centinaia di commissioni, gruppi di lavoro, decine di inutili giornalini... Ruoli duplicati che potrebbero essere soppiantati da un organismo più snello e meno costoso.

Servono davvero 22 bollettini?

Ecco prendiamo ad esempio i vari "bollettini": le energie investite nel creare 22 giornali diversi con contenuti mediamente poco incisivi per la realtà territoriale e professionale potrebbero essere invece usate per creare un unico giornale in cui vengono trattati i punti salienti della vita professionale degli psicologi, le prospettive per il futuro della professione e le esperienze territoriali (che così diventerebbero più facilmente patrimonio di tutti, mentre oggi un collega del Piemonte non sa quasi nulla di cosa hanno realizzato in Emilia-Romagna o in Veneto).
Senza però dover nominare 22 redattori, 22 grafici etc.

Servono davvero 22 siti?

Anche qui la risposta, secondo me, è no. Se fate un giro vedrete siti matusalemmici che vanno a carbone e siti ipertecnologici e superaccessoriati come la macchina dei Jetson (chi ricorda I Pronipoti?).  Che poi i contenuti in gran parte sono gli stessi. Non sarebbe meglio se invece di pagare 22 smanettoni si incaricasse uno studio di grafici professionisti? Certo, costerebbe un po' di più ma avremmo un sito pratico, elegante e costantemente aggiornato, con pagine regionali/territoriali.
Quando il mio Ordine decise di non rinnovare il contratto con EBSCO perché costoso e sottoutilizzato, io suggerii che il Consiglio Nazionale sottoscrivesse un unico abbonamento rendendolo accessibile a tutti gli psicologi italiani anziché stipulare un contratto in ogni regione con i disagi giustamente denunciati dal nuovo consiglio. In questo modo si potrebbe sottoscrivere la formula più vantaggiosa e allo stesso risparmiare sensibilmente. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per molti altri servizi.

La funzione diversa delle cariche

Ad oggi, tranne le segretarie, i custodi e le signore delle pulizie, chi lavora nelle istituzioni degli psicologi ci lavora "a mezzo servizio" [→ vale la stessa raccomandazione su Sheldon].
Pur ricoprendo incarichi importanti attualmente svolge un proprio lavoro libero professionale o dipendente (università, scuole di psicoterapia, società private, ministeri, scuole etc.). E spesso ricopre più di un incarico istituzionale.
Se si creasse un unico Ordine Nazionale, chi ci lavora dovrebbe occuparsene a tempo pieno e dovrebbe essere retribuito di conseguenza. Anche i rappresentanti territoriali avrebbero chiaramente uno stipendio, proporzionato al lavoro che svolgono.
«Poco cambiato sarebbe» - direbbe Yoda e direste anche voi se foste verdi e di Dagobah.
In realtà no, perché lo stipendio delle cariche apicali sarebbe magari superiore ai 50.000e/70.000€ attuali, ma sarebbero comunque un numero molto minore, per cui il risparmio sarebbe sensibile.

In conclusione

Capisco che chiedere ai parlamentari di dimezzare stipendio, privilegi e poltrone è del tutto inutile. Se ascoltate le loro interviste in TV cercheranno di convincervi con tutte le argomentazioni sofistiche possibili che no, loro sono indispensabili, i soldi sono ben spesi anzi sono pure pochi, lavorano tantissimo e benissimo (il male è tutta colpa della legislazione precedente qualunque essa fosse) e che è "il miglior parlamento possibile".

Per questo, mutatis mutandis, sono convinto che una riforma così radicale delle istituzioni ordinistiche sia utopica. Ma sono anche convinto che essere più coscienti e ragionare può aiutare a migliorare le istituzioni. "Se non si sognano palazzi non si costruiscono neppure sgabuzzini".

E ora a voi, colleghi e colleghe: cosa ne pensate? E perché?

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