Chiunque può fare lo Psicologo. I titoli e le certificazioni sono roba vecchia


Un aeroplano decolla da Fiumicino diretto a Parigi. Raggiunta la quota di volo, il comandante come di consueto saluta i passeggeri all'interfono:
- «Signore e signori, è il comandante che vi parla. Stiamo volando a 6000 metri, il tempo è splendido e appena troverò dove c*** hanno nascosto il freno a mano il volo sarà tranquillo. Intanto siete pregati di reggervi alle maniglie del vostro koala e di non parlare al conducente».
Un signore di mezza età ferma la hostess che passeggia sorridente nel corridoio e un po' preoccupato le chiede:
- «Mi  scusi, signorina, siamo sicuri che qualcuno abbia verificato che questo comandante sappia pilotare un aereo e abbia ricevuto un addestramento adeguato?».
La hostess trasforma il sorriso in una smorfia di disprezzo e lo apostrofa:
- «Ma dico, signore, non si vergogna? Non sa che ormai c'è un definitivo ed esplicito abbattimento dei confini tra i vari saperi?
- (balbettando) Beh, veramente... 
- «E non sa che mentre noi stiamo qui a parlare di titoli e certificazioni le più grandi compagnie globali si stanno già organizzando su piattaforme multitasking del new career founding per lasciare ai futuri piloti la libertà di scegliere se fare le ore di volo o no?».
- «Mi perdoni, volevo solo sapere se il brevetto...».
- «Ancora con questa storia del brevetto? Ma basta! Siamo nel 2015!
Oggi non è sulle roccaforti che si costruisce la professionalità, ma sull'acquisizione di competenze trasversali che favoriscano le possibilità di lavorare nel mondo globalizzato! Sveglia!».
- «Sono d'accordo, però quando ha detto del koala...».
- (aggressiva) «Cos'è, ce l'ha coi marsupiali? Facile criticare, eh? Perché non propone progettualità innovative in grado di restituire intelligence e spunti d'azione koalistico-aereodinamici a questo volo?».
- (sempre più confuso) «Ma... ma...».
- «Niente ma! La preparazione di un professionista si vede dai risultati. Se il comandante sa guidare un aereo lo scoprirà alla fine del volo. Ora faccia la cortesia di reggersi alle maniglie del suo koala e non disturbi più, ok?».
Non so a voi, ma a me questa scenetta fa venire in mente che se uno ha le carte in regola per guidare un aereo o un autobus o un treno o un taxi lo vorrei sapere prima di salirci. Dopo può essere troppo tardi.
Ogni lavoro dovrebbe essere svolto da persone competenti. Ma certi lavori per la delicatezza e la potenziale pericolosità e il valore sociale esigono competenze certificabili per cui esigo che lo Stato mi tuteli.

Sono un bravo psicologo, fidati

Molti italiani pensano che lo Psicologo lo può fare chiunque, siamo tutti un po' psicologi, no? Non servono certificazioni, "basta che è bravo".
E chi lo dice che è bravo? Ma lui stesso, ovviamente! E se lo dice lui, vuoi non fidarti?
Anche alcuni colleghi la pensano così.
«Hanno il Complesso di Cenerentola» commenta con aria triste Ferenczi (che io solo posso vedere).
«Del masochista» lo corregge il Marchese de Sade intento a frustare Leibniz, «e anche un po' del Sadico. Dai retta e me che me ne intendo...».

Alcuni pensano si tratti di ka$ta o di privilegi. Io la vedo così: se chiedi soldi per portarmi in autobus lo Stato ti obbliga ad avere la patente. Anzi, ti obbliga ad averla anche se lo guidi gratis. Non basta che affermi di saperlo guidare. Per gli psicologi è la stessa cosa: chiamatela patente, esame di stato, abilitazione, certificazione... Basta che mi garantisca.

Io, Yoda, Ebeneezer, Ferenczi e tutti gli altri  miei "percetti senza oggetto" saluteremo con entusiasmo qualunque azione che riformi radicalmente la formazione e la selezione dello Psicologo. Ma ad oggi solo gabbiani e mare all'orizzonte.
- «Salve a tutti, qui è il comandante Schettino che vi parla. Tra poco faremo il pelo e il contropelo alle coste dell'Isola del Giglio, come da tradizione»
- «Ma è una manovra sicura, capitano?»
- «Certo. È tradizione!»
- «Ma potrebbe essere pericoloso! Sicuro che ha il brevetto?»
- «Sì che ce l'ho il brevetto. E ora rientrate nelle vostre cabine, c***!»
(Questo per non dimenticare che comunque le Lauree, le specializzazioni e le Abilitazioni di Stato sono come i preservativi: anche se ce l'hai non ti garantiscono al 100%. Ma non averli è molto peggio)

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