Come rendere professionale la Laurea in Psicologia

Il vertice Ordine Psicologi Lazio - Enpap - Università è stato annunciato come un evento epocale, ma nessuno se l'è filato: niente confronti, niente discussioni, nessuna risonanza sui social.
Peccato.
È un peccato perché i temi affrontati erano proprio quelli che ci si ritrova a discutere da sempre tra colleghi: il Tirocinio, gli Esami di Stato, lavoro che manca, possibilità di reddito, formazione che sforna filosofi anziché professionisti. Ce ne occupiamo qui su FarePsicologia, iniziando dalla formazione universitaria professionalizzante.

Le due proposte della Commissione Università di OPLazio

  1. formazione universitaria professionalizzante sin dai percorsi triennali;
  2. incontri tra studenti e Ordine su tematiche professionali.
Condivido al 100%. La formazione universitaria attuale non forma professionisti e rende i laureati dipendenti dalle società/scuole che erogano formazione e dalle scuole di psicoterapia (i rappresentanti degli atenei hanno risposto "ni", causa trauma da "esamificio", dicono).

Buona la proposta di fare degli incontri tra studenti e rappresentanti dell'Ordine su deontologia, costruzione di carriera, mercato etc. C'è il pericolo però che le Università li inseriscano nei curricula come un "di più" evitando di fare i cambiamenti strutturali.

Le mie proposte per rendere professionale il corso di Psicologia

Se avessi io l'incarico di avanzare proposte per rendere l'iter formativo dello psicologo più professionalizzante, per i clinici proporrei:
  • imparare l'uso dei principali test (somministrazione scoring e interpretazione);
  • imparare in modo pratico le tecniche del colloquio;
  • imparare a stilare un referto psicodiagnostico o di personalità;
  • corso obbligatorio di deontologia con studio di casistiche reali;
  • imparare a realizzare (ideare scrivere e condurre) un progetto individuale di abilitazione-riabilitazione.
per chi opera nel sociale o nell'ambito del lavoro proporrei:
  • imparare l'uso degli strumenti di selezione;
  • imparare a stilare il bilancio di competenze e a fare orientamento:
  • imparare praticamente a fare progetti (anche europei) e ricerca-azione;
  • imparare la legislazione utile a interfacciarsi nelle istituzioni.
Penso che sia venuto il tempo, da parte delle Università e delle Istituzioni di essere coraggiosi e potare i rami secchi, cioè eliminare corsi superflui o poco professionalizzanti, senza girarci intorno e fare sofismi per difendere qualche cattedra.

Sono solo alcune idee pratiche delle tante possibili. Se io avessi "il potere assoluto" farei una riforma ancora più radicale (magari ve ne parlerò in un post tipo "Se io fossi il dittatore della psicologia").

Mi rendo conto che il potere di intervenire in questa materia spetta ad un accordo tra MIUR e CNOP e non a sei università, una regione e un ente previdenziale. Ma è un buon inizio. Ed è buono che se ne sia iniziato a parlare. Ora che sono finite le vacanze, però, dobbiamo valorizzare l'evento e renderlo occasione per confrontarsi su questi temi.

Ad esempio: voi che state studiando psicologia di cosa sentite l'esigenza? Cosa vi piacerebbe che venisse introdotto per rendere professionale il vostro iter formativo?
** Limitatevi all'iter universitario, perché di EdS e tirocini ne parleremo negli altri articoli dedicati al vertice **
E voi colleghi che già lavorate: in base all'esperienza maturata, cosa introdurreste nel corso di laurea? Di cosa vi siete resi conto che avreste avuto bisogno per essere davvero abilitati all'esercizio della professione?
** Limitatevi all'iter universitario, perché di EdS e tirocini ne parleremo negli altri articoli dedicati al vertice **

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