Le tappe evolutive e gli specifici bisogni dei genitori e dei figli: stadio dell'esplorazione (6-18/24 mesi)

Non sai cosa vuoi? Hai paura di provare cose nuove? Non puoi fare a meno di adeguarti alle richieste degli altri? Hai paura di essere abbandonato o prevaricato? Potrebbero essere problemi nati nello stadio del’esplorazione.
Continua l'esplorazione delle tappe evolutive e dei corrispondenti bisogni dei genitori. Dopo "Le tappe evolutive e gli specifici bisogni dei genitori e dei figli: stadio dell'esistere (0-6 mesi)" proseguiamo verso il compimento del primo anno di età.

Stadio dell'esplorazione

La parola d’ordine in questo periodo è la curiosità. Immaginatevi il vostro bimbo come un piccolo Cristoforo Colombo e ogni cosa intorno a lui come una piccola America. È il tempo in cui il bimbo si differenzia in modo graduale dalla madre e inizia a utilizzare i suoi sensi per conoscere il mondo, anche se ritorna da lei per avere conferme. È importante che gli venga consentito di sperimentare il mondo con una certa libertà, senza troppe restrizioni, ma mettendogli a disposizione uno spazio sicuro, senza pretendere che sia in grado di controllarsi nelle sue iniziative.
Ecco una sintesi di alcune conquiste in questo periodo:


Quali sono i bisogni del bambino?

In questa fase il bambino ha bisogno di carezze positive [carezze = "qualsiasi atto che implica il riconoscimento dell'altra persona" ndr] e di conferme gratuite, non guadagnate, in modo da imparare che l’amore non è condizionato dal fare. Nello stesso tempo, il riconoscimento delle piccole grandi conquiste costituiranno per lui un valido incoraggiamento nel continuare a sperimentare ed esplorare.
La sua esperienza è data dal diretto agire e sperimentare l’ambiente con i propri sensi e non dal pensare. È il momento in cui sviluppa la voglia di fare e verifica la propria competenza nello svolgere da solo delle azioni (per esempio mangiando da solo).

Quali messaggi devono inviare genitori

Messaggi verbali e non verbali che confermino quello che il bambino fa. Ecco alcuni esempi di tali messaggi, che naturalmente si declinano in vari possibili comportamenti:


Messaggi da evitare: “non pensare”, “non esplorare”, “non lasciarmi”, “non crescere”, “non essere consapevoli”.

Compiti dei genitori in questa fase

Pur incoraggiano la libertà dell’esplorazione del bambino, i genitori sono tenuti anche a garantire un adeguata protezione e trovare un bilanciamento tra le due cose porta spesso alla frustrazione. Una modalità preventiva rispetto ai possibili pericoli è quello di rendere l’ambiente sicuro, togliendo oggetti pericolosi e offrire alternative nel caso di situazioni pericolose. Permettere al bambino di sperimentare le conseguenze delle proprie azioni è un modo di aiutarlo a imparare dalla sua esperienza, purché succeda entro margini di sicurezza. Questo non vuol dire totale libertà: quando il pericolo c’è, si deve dire di no, spiegando il motivo e offrendo alternative o modi di fare appropriati.

I genitori devono essere in grado di concedere ai bambini di organizzare il loro tempo e di diventare indipendenti nel mangiare e divertirsi, senza la pretesa di essere sempre puliti, di buone maniere e inerti.
È importante dare la possibilità di sperimentare una gamma di emozioni ampia: gioia, entusiasmo, contentezza, ma anche rabbia, paura, frustrazione, ambivalenza. Inoltre, bisogna anche dedicarli del tempo giocando con lui quando lo richiede e dare nome alle singole cose.

I genitori dovrebbero evitare di prestare una cura discontinua, di essere troppo protettivi (è una forma di svalutazione e stimola la passività), di utilizzare troppo spesso le distrazioni di fronte ai malesseri (in questo modo non li fa provare ed esprimere emozioni, bisogni e frustrazioni), avere grosse aspettative e chiedere ai figli di fare solo quello che vogliono loro (il bambino impara ad essere guidato dalle richieste e le aspettative degli altri).

Bisogni dei genitori in questa fase

L’attenzione che richiedono i figli in questo periodo porta via dai genitori energie non indifferenti. Per poterle dedicare, è fondamentale trovare degli spazzi per sé, in modo da ricaricarsi. Di seguito alcuni bisogni dei genitori da soddisfare e suggerimenti per metterli in pratica:


Questo stadio evolutivo si ripropone lungo la vita, soprattutto nell'adolescenza, ma anche in situazioni che richiedono fiducia nell'essere competenti per fare nuove cose: quando si inizia un nuovo lavoro, una nuova relazione, quando si apprendono nuove cose, quando si acquistano nuove abilità, quando si è in un processo creativo, quando si passa ad un nuovo livello di autonomia, e quando si ha un bambino che sta attraversando questa fase.

Per sperimentarvi con i permessi di questa specifica età vi propongo un esercizio guidato, che potete ascoltare qui.



Bibliografia: Raffaele Mastromarino (2000), Prendersi cura di sé per prendersi cura dei figli. Proposta di training per genitori, IFREP, Roma.

Commenti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

AddToAny