L'immobile di via della Stamperia e il rinvio a giudizio di Arcicasa, Conte e Verdini

Un approfondimento sui fatti di via della Stamperia alla luce del rinvio a giudizio di Angelo Arcicasa. Cosa si sta facendo oggi e dove sta andando l'Ente che gestisce le nostre pensioni. 

Ero convinto che della faccenda del Palazzo di Via della Stamperia fossero a conoscenza anche le pietre ormai. E invece.

I fatti di via della Stamperia

Nei giorni scorsi tutti i giornali e i telegiornali hanno titolato: "Verdini indagato per un palazzo in via della Stamperia". Al numero 8 di via della Stamperia c'è una delle sedi della Presidenza del Consiglio. Il numero 64 invece ci riguarda direttamente perché appartiene a noi Psicologi. Alcuni colleghi sono riusciti a dribblare tutte le notizie al riguardo e se gli parli dell'Enpap, di Arcicasa e di via della Stamperia cadono dal pero. Vediamo sinteticamente di cosa si tratta (→ qui il mio articolo di 2 anni fa):
  • nel 2008 l'immobile in via della Stamperia è costato 14,4 milioni di euro;
  • nel 2011 Conti, senatore PDL, lo acquista a 26,5 milioni di euro la mattina;
  • nel pomeriggio Conti lo rivende per 44 milioni di euro ad Angelo Arcicasa, presidente dell’Enpap (cioè dell'Ente che dovrebbe gestire i soldi delle nostre pensioni e della nostra previdenza).
In pratica, nel giro di poche ore il costo è passato da 26 milioni passa a 44. Un aumento di 18 milioni di euro. Che neppure alle aste di Christie's i prezzi aumentano così tanto.
L'accusa dice che Arcicasa acquistò il palazzo (coi soldi nostri) dalla società Estatedue del senatore Conti, facendo quindi una truffa ai danni dell'Enpap (cioè a noi) spartendosi i 18 milioni tra di loro e dandone un po' anche a Verdini.

Arcicasa, Conte e Verdini saranno processati il 9 gennaio 2015 davanti alla ottava Sezione penale. Verdini tuttavia smentisce di essere stato rinviato a giudizio.

Le mie riflessioni sui fatti

Il coinvolgimento dell'Enpap ha gettato discredito su tutta la categoria. Noi non c'entriamo niente, è ovvio, ma dato che sui giornali e nelle tv non parlano mai di noi Psicologi, se l'unica volta in cui ne parlano è accostandoci a termini come "truffa" "corruzione" "Verdini" etc. non ci facciamo una gran figura. Fortuna che la +SIPAP  ha fatto gli spot in tv in cui riabilita un po' la nostra immagine!

È consolante che sia stato rinviato a giudizio solo Arcicasa e non decine di consiglieri e funzionari dell'Enpap. È consolante perché significa che è l'errore di una singola persona e non di tutto il sistema (o potrebbe significare che hanno beccato solo lui con le mani nella marmellata e gli altri l'hanno fatta franca, non lo possiamo sapere).
Però a questo punto mi pongo alcuni interrogativi:
  • Com'è possibile che una persona sola potesse disporre di tanto potere?
  • Com'è possibile che non ci siano stati meccanismi di controllo?
  • A cosa è servito pagare migliaia di euro tanta gente (5 nel consiglio di amministrazione, 44 del consiglio di indirizzo generale e 10 nel collegio dei sindaci, più decine di dipendenti e consulenti vari) se poi di fatto sono solo "decorativi"? 
Perché finché non succedono i crack finanziari e non escono fuori le magagne, sono tutti geni della finanza e fanno tutto "solo e unicamente per il nostro bene". Si scopre che non è così quando ormai è troppo tardi. La soluzione? Fare in modo che non ci si arrivi al "troppo tardi".

AP già prima delle elezioni si era impegnata a limitare il potere del Presidente e rendere più trasparenti le operazioni dell'Ente. L'attuale governo dell'Enpap sta mettendo mano allo statuto per impedire che si verifichi un Via della Stamperia 2. Da quando entreranno in vigore le nuove regole la compravendita e gli investimenti dovranno passare diversi step e diversi controlli a più livelli.

L'aver fatto parlare i media per la Call For Ideas e i Social Impact Bond - al di là delle perplessità sul progetto (Call for Ideas: meglio inviare il proprio progetto o tenerselo?) - ha permesso di riabilitare il nome dell'Enpap, accostandolo a termini come "innovazione" e "impegno sociale". 
Che rispetto a prima è un gran passo avanti.

Alcune riflessioni extra

La faccenda di Via della Stamperia secondo me, oltre alle responsabilità individuali di Arcicasa & co., ha messo in luce alcune debolezze del sistema. Le strade possibili sarebbero 2: riformare il sistema o sostituirlo. Un po' come per il Senato della Repubblica e le Province.
L'attuale gestione Enpap percorre la prima strada - ed è ovvio e doveroso che sia cosi. Del resto penso che non ci sia altra scelta: come categoria non possiamo scegliere se avere una cassa nostra o passare all'Inps.

Come molti lettori di FarePsicologia sanno, io penso che invece sarebbe meglio non esistessero le casse private e che la gestione della previdenza fosse fatta dall'Inps, ovviamente non dall'Inps attuale con le regole attuali: ci vorrebbe una riforma dell'Inps che renda più flessibile la contribuzione (ad esempio consentendoci di scegliere tra diverse percentuali di versamento: il 15%, il 25%, il 50% etc.) e che includa rappresentanti delle singole categorie (negli uffici che si occupano dei medici ci dovrebbero essere rappresentanti eletti dai medici, dove si occupano degli psicologi ci dovrebbero essere rappresentanti degli psicologi etc.)

Per come la vedo io, questa soluzione avrebbe moltissimi vantaggi «...ma questa è un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta» (Michael Ende)

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