Le 100mila edizioni del «Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei»

Facendo un giro in una libreria mi sono reso conto che la grafologia contemporanea è ancora piena di introduzioni, come un eterno antipasto in cui non si arriva mai al primo piatto.


Durante le feste ho fatto un giro in una libreria Feltrinelli. In un angolo della sezione "scienze umane", tra l'ipertrofica sezione di PNL ("PNL e successo", "PNL per la vita", "In cucina con la PNL","Come dimagrire con la PNL", "Usa la PNL per imparare ad avere ragione sugli altri", "PNL e astrofisica", "Seducila con la PNL" etc.) e la sezione "Altro" (esoterismo, cristalloterapia, fiori di Bach, alberi di Mozart, cartomanzia, Theta Healing etc.) vedo uno scaffale con l'etichetta "Grafologia".

Scorro i titoli, sfoglio l'indice e marzullianamente mi faccio una domanda e mi do una risposta: Perché non ho mai sentito nominare nessuno di questi manuali nonostante io sia laureato in grafologia? Semplice: sono libretti divulgativi che non hanno alcun valore scientifico o accademico. In pratica non sono altro che l'ennesima replica del trito e ritrito "Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei" .

La divulgazione scientifica è un'ottima cosa, fosse per me intitolerei piazze e scolpirei statue a Piero Angela & figlio, Margherita Hack, LeDoux, Dawking, Hawking etc.

La grafologia contemporanea però ha un grosso limite: è piena di "introduzioni" e poi, una volta introdotto, non trovi nient'altro. È un po' come abbuffarsi di antipasti senza mai arrivare non dico al dolce ma almeno ai maccheroni!
A uno sguardo superficiale questi testi possono sembrare molto diversi tra loro: alcuni usano un linguaggio colloquiale, altri usano un complicato vocabolario tecnico per addetti ai lavori (perlopiù utilizzati a sproposito o con scarsissima accuratezza, soprattutto quando usano la terminologia psicoanalitica).

Nei capitoli introduttivi cercano di spiegarti perché la grafologia è scienza e perché va considerata una scienza e perché non si può non considerarla una scienza e perché sarebbe sbagliato e ingiusto non volerla considerare una scienza. Ma basta leggere una decina di pagine per capire che in realtà di scientifico non hanno nulla.

Capiamoci: con questo non dico che lo studio della psicologia della scrittura non può essere scientifico, dico che questi manuali non lo sono.
L'offerta è vastissima, libretti di 50 pagine, volumi che sembrano vocabolari, testi con linguaggio ipertecnico, testi con le vignette... Si rischia di rimanere disorientati.

Come posso scegliere un buon libro di grafologia?

Non ci si può fidare molto delle copertine o del prezzo: se un libro costa molto non significa che vale molto. Tenete conto che il libro di poesie di Flavia Vento costava 10€ e quello di Totti 14€...
Non ci si può neppure fidare troppo della casa editrice. E allora come fare? Un buon indizio è l'autore. Ma attenzione: più gli autori sfoggiano titoli altisonanti e numerosi meno sono affidabili. Ho visto cose che voi umani... Ho visto colleghi appendere nel proprio studio attestati di corsi di 2 ore senza alcun valore; ho visto psicologi che veneravano pergamene piene di sigle e ghirigori con la firma del Maestro, frutto di corsi costati almeno 6 zeri, ma che in realtà erano solo marketing ben piazzato...

Un primo indizio per riconoscere se quello che avete in mano è un DCSTDCS (dimmi come scrivi e ti dirò chi sei) è la struttura "a Cabala" detta anche "modello Smorfia napoletana":
Se scrivi stretto hai il sentimento stretto; se scrivi largo sei espansivo; se fai i tagli sulle "t" sei aggressivo; se non li fai sei maniaco; se scrivi lentamente sei una persona lenta etc. 
In questi manualetti le corrispondenze tra segni e personalità si fondano su analogie banali, da casalinga di Teramo (chi scrive alto è una persona alta, chi scrive dritto cammina dritto, chi fa i puntini a cuore è romantico etc.).

I titoli promettono conoscenza e autoconsapevolezza, ma per vendere più copie strizzano l'occhio al lettore facendogli intendere :"Se mi leggi non solo ti conoscerai meglio ma scoprirai gli scheletri nell'armadio di tuo marito, di tua suocera, di quell'amica antipatica e di quel collega che ti piace!".

Quando io vado in una libreria utilizzo 3 indizi per accorgermi se un testo di grafologia, di psicologia o di qualsiasi altro genere è scientifico. Ma, se vi interessa, ve ne parlerò la prossima settimana in un altro articolo dedicato alla grafologia.
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