Qualcosa è cambiato!

Il nuovo CNOP ha preso posizione in modo concreto e chiaro rispetto al counseling. Ecco in che modo.


Finalmente! Viene voglia di urlarlo al mondo!!

Finalmente il CNOP ha deciso di prendere una posizione precisa, seria, definita in materia di Counseling e tutela della professione di Psicologo. Finalmente, dopo anni, per la prima volta, possiamo sentirci tutelati dal nostro Ordine! Questo articolo vuole rimarcare proprio il fatto che non c’è sempre la voglia di criticare, di andare contro, di fare polemica, ma che molto più spesso, invece, sarebbe bello poter scrivere: "Finalmente!!".
Ma andiamo per gradi, per cercare di spiegare cosa è successo, partendo, appunto, dal motivo del nostro entusiasmo.

Come accennava il collega Christian Giordano nell’anticipo di ieri, il 14 novembre 2014 il CNOP ha depositato un ricorso al TAR del Lazio in cui si sostiene che il counseling è un'attività riservata per Legge alla professione di Psicologo e, quindi, non può essere applicata la Legge 4/2013 (elenco delle associazioni professionali non regolamentate in ordini o collegi). Questo ricorso indica una linea precisa che il CNOP ha deciso di seguire e cioè che il Counseling venga inserito, senza se e senza ma, all’interno delle specializzazioni post lauream della Laurea in Psicologia [ndr. l'obiettivo sembra essere di far considerare "counseling" e "sostegno psicologico" come sinonimi, finora non è stato comunicato che si voglia creare una specializzazione post-lauream].

Quello che ad alcuni potrebbe sembrare ovvio e scontato, purtroppo, non lo è. Attualmente i corsi di Counseling non sono affatto riservati ai Laureati in Psicologia, ma aperti a tutti. Possono frequentare i corsi di Counseling laureati in Ingegneria, Fisica, Geologia, Giurisprudenza etc., laureati triennali in Psicologia, diplomati... Una sorta di gran bazar in cui tutti, ma proprio tutti, possono decidere, all'improvviso, di sperimentarsi. Alla fine di questi corsi di 2 o 3 anni, poi, possono esercitare tranquillamente la “Professione di Counselor”. Ma a quale professione facciamo riferimento, nello specifico? Di quale formazione stiamo parlando?

Farei un passo indietro per ricordare la formazione dello Psicologo: Laurea quinquennale in psicologia, tirocinio post-lauream di 1 anno, Esame di Stato. Vorrei inoltre ricordare la formazione dello Psicoterapeuta: Laurea quinquennale in Psicologia, tirocinio post-lauream di 1 anno, Esame di Stato, specializzazione post-lauream riconosciuta, universitaria o privata, della durata almeno 4 anni (percorsi formativi normati dagli artt. 2 e 3 della L. 56/89).

Può essere molto utile fare riferimento al quadro normativo, perché ci dà un’idea precisa e immediata di come una professione debba essere regolamentata. Vorrei quindi continuare ricordando l’art. 1 della L. 56/89: "Ordinamento della professione di psicologo", la legge 170/03 in materia di attività tipiche dello psicologo, il nomenclatore-tariffario degli Psicologi che contiene una precisa sezione chiamata appunto "consulenza e sostegno psicologico" e il Decreto 24 luglio 2006 in merito al "riassetto delle scuole di specializzazione di area psicologica" che specifica quali sono le specializzazioni riservate esclusivamente alla Psicologia. Tra queste specializzazioni ne compare una universitaria che si chiama: "Valutazione psicologica e consulenza (counseling)". Ma guarda un po’!

Il “counselor”, in tutto ciò, non trova riconoscimento nella legge 56/89, né in altre leggi dello Stato. La bravura con cui i Counselor spesso rimarcano le differenze esistenti tra le loro “professionalità” e quelle degli psicoterapeuti, vengono totalmente e miseramente a cadere (e infatti si guardano bene dal farlo!) quando devono essere rimarcate le differenze esistenti tra loro e gli Psicologi. Il motivo è semplice: la consulenza (counseling) è materia psicologica! La sovrapposizione è plateale, evidente, lapalissiana! È stato inoltre più volte sottolineato come il termine "counseling" sia un neologismo dal significato oscuro per la maggior parte dell’utenza e questo rischia di generare confusione.

Chi legge, quindi, si potrebbe chiedere: "Qual è il motivo di tanto rumore?".

Il motivo di tanto rumore sta nel fatto che "formare" ad una professione inesistente eserciti di diplomati, laureati triennali e laureati in altre facoltà è un business enorme! Formarli in 2 o 3 anni, lo è ancor di più visto il quantitativo di persone che si possono immettere sul mercato nella metà della metà del tempo, in quantità doppia, con il doppio del guadagno! E in barba all’etica, alla deontologia professionale, ai principi di colleganza e spesso anche a quelli che dovrebbero legare il rapporto tra docente e discente, beh, in barba a tutti questi principi, spesso a formare questo esercito sono proprio Psicologi, Psicoterapeuti, Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, all'interno delle quali vengono organizzati corsi ad hoc per i Counselor!

VENGHINO, SIORI, VENGHINO!

Avete idea di quanto può essere demoralizzante essere un terapeuta in formazione in una Scuola di Specializzazione che al piano di sopra forma futuri Psicoterapeuti e al piano di sotto forma futuri Counselor (non laureati in Psicologia)? Avete idea di quanto possa essere pericoloso permettere a persone non qualificate di poter esercitare una professione che mette inevitabilmente a contatto con disagi e disturbi che richiedono competenze specifiche?

Al centro di questa battaglia, ci sono valori profondi che vanno ben al di là della difesa del proprio orticello, come qualcuno ha, per propria convenienza, insinuato. Valori che parlano di etica, di deontologia, di tutela dei cittadini. Tutti valori che molti colleghi, psicologi e psicoterapeuti, non hanno pensato due volte a tradire, ragionando molto più comodamente in termini economici. Forse questo è il motivo per il quale anche per una cosa così banale come la modifica dell’art.21 del Codice Deontologico si è dovuta fare una dura battaglia!

Il CNOP ora, prende definitivamente posizione e noi vogliamo applaudire e ringraziare per questo passo! Il ricorso al TAR non è solo un chiaro messaggio al mondo dei counselor, ma anche e soprattutto a chi, all'interno del mondo della psicologia, forma counselor che non siano Laureati in Psicologia! I colleghi ora conoscono molto bene la linea seguita dal CNOP e, ora, la conoscono molto bene anche le Scuole di Specializzazione in psicoterapia le quali, invece di anticipare i tempi imponendo l’accesso a questi corsi solo a laureati in Psicologia, fanno resistenza e si oppongono con ogni mezzo.

Nel sostenere, quindi, l’azione portata aventi dal CNOP, ci auguriamo, in futuro, prese di posizione più dure e definite anche da parte di tutti i singoli Ordini Regionali! E speriamo che questo sia un primo, importante passo verso un riconoscimento definitivo della nostra professione che possa finalmente metterci al riparo da ogni tentativo di inserimento, intrusione e speculazione da parte del Coach o del Counselor di turno.