La PULIZIA è uguale per maschi e femmine? L'equivoco di parlare la stessa lingua.

La vita di coppia si basa sull'equivoco che entrambi i partner parlino la stessa lingua. Ma non è così. Solo che non ne siamo consapevoli e soffriamo.


Tuo marito esce dalla doccia. L'automobile della tua fidanzata. Il bagno di casa dopo che è entrato lui e dopo che è entrata lei. Cacciaviti, trapano e chiodi in garage. La tua borsa della palestra e la sua. I piatti dopo cena.
Cosa ti evocano queste immagini?

Se convivete o avete mai convissuto, vi staranno passando nella mente centinaia di cortometraggi con scene di litigio e discussioni infinite che hanno come oggetto la pulizia.

Ciò è dovuto al fatto che la vita di coppia e in generale tutte le nostre relazioni si fondano su un gigantesco equivoco: e cioè che per entrambi le parole abbiano lo stesso significato. Non è così.

In generale, "pulire" per uomini e donne ha un significato molto differente. Ma c'è di più: il significato che un uomo e una donna intendono quando dicono "pulire" cambia secondo l'oggetto da pulire. Ad esempio, un uomo può essere convinto di aver pulito i piatti o il bagno mentre la partner non è della spessa opinione. Una donna ritiene pulita l'automobile, mentre un uomo no.

Quando nei corsi per coppie approfondisco le principali "parole-contenitore" ("fedeltà", "amore", "ascolto"...) emerge sempre che convivere significa in primo luogo imparare a tradurre. Il discorso è più legato alle caratteristiche individuali di personalità che al genere sessuale, anche due uomini o due donne che convivono hanno lo stesso problema: danno per scontato che il termine "pulizia" abbia lo stesso significato e finiscono con il litigare e il discutere quotidianamente senza però mettersi mai in dubbio, confrontarsi e accordarsi sui significati.

Ogni persona parla una propria lingua e dà un significato personale alle parole che usa. Le parole servono per indicare e dare senso alla realtà e il modo in cui interpretiamo la realtà è radicato nel nostro passato, nel "lessico famigliare" che abbiamo ascoltato fin da bambini dalla mamma, dal papà, dai nonni. Dopo ogni esperienza abbiamo aggiunto una parola nuova al nostro vocabolario, una parola intrisa di quelle sensazioni, di quell'esperienza, di quel momento. Le parole che usiamo ogni giorno sono trofei intrisi di lacrime, sudore, speranza e delusione.

Non tutte le parole, certo. Ad esempio, le parole "archibugio", "saltacampana" o "spartitraffico" non avranno uno spessore particolare per la maggior parte di noi. Ma parole-contenitori come "amore", "rispetto", "noia", "giustizia", "affetto" etc. hanno dentro un mondo intero. Il nostro mondo.

Illudersi che il mondo che c'è dentro queste parole sia lo stesso mondo che ha dentro il partner è un errore gravissimo. Ed è la fonte dei fraintendimenti.