Non voglio vivere in uno Stato che ammazza i vecchi e i deboli

A noi non capiterà mai che una malattia, un disastro, una calamità, una guerra, una sventura ci metteranno in ginocchio. Ma per tutti gli altri?


Tempo fa avevo scritto una nota sull'anticipo del TFR in busta paga. Il TFR, dicevo, sono soldi dei lavoratori. Anche la pensione sono soldi dei lavoratori. Ma lo Stato chiede di versarla costringendoti ad essere formica per non dover assistere migliaia di cicale che si sono spese tutto in iphone, escort e videopoker.

Ma ad alcuni il fatto che lo Stato, cioè la collettività, si prenda cura di chi si trova in difficoltà non gli sta bene.
«Che me ne frega a me se da vecchio diventerai pezzente? Muori! Perché lo Stato dovrebbe usare soldi miei per assisterti?».
Negli ultimi mesi ho sentito commenti dello stesso tenore riguardo ai migranti, a chi scappa dalla guerra, a chi scappa dalla fame.
«Che mi importa se a casa tua c'è la guerra? Muori! Perché dovrei preoccuparmi io se rischi la vita tua, dei tuoi bambini e dei tuoi affetti?» 
A me non piacerebbe vivere in uno Stato così. A me non piacerebbe girare per le strade dribblando tra vecchi avvolti in coperte ispide. La vecchiaia è una fase molto delicata della vita, per certi versi è come l'infanzia. Gli anziani sono più deboli, fragili. Non hanno le forze per sostentarsi e spesso non hanno una rete sociale.

Il passo da "casa nostra" a "casa mia" è molto breve. Perché aiutare i terremotati in Abruzzo? Io sono toscano, chemmenefregamme. Perché aiutare gli alluvionati di Genova? Io abito ad Ancona, chemmenefregamme. Perché aiutare i vecchi? Io sono giovane, chemmenefregamme. Perché aiutare chi ha il cancro? Io sto in salute, chemmenefregamme.

Sì, l'amarezza fa dire cose terribili e ciniche, lo capisco.

E so anche che tutti si considerano supereroi, che "gli incidenti capitano sempre agli altri", che ci sentiamo più furbi, più morali, più scaltri, più capaci, più intelligenti e più fortunati degli "altri".

A noi non capiterà mai che una malattia, un disastro, una calamità, un furto, una guerra, una sventura ci metteranno in ginocchio. Noi saremo tutti ricchi, in salute e circondati d'affetto fino a 200 anni.
Buon per noi. Ma per tutti "gli altri"?

La Legge serve a difendere i più deboli. Anche da sé stessi.
Se non capisci da solo che andare a 250 km/h davanti alle scuole e nei centri abitati, la Legge te lo impone.
Se non ci arrivi da solo che devi mettere da parte qualcosa per la vecchiaia, la Legge te lo impone.

Noi fenomeni l'avremmo fatto comunque, certo. Però è consolante sapere che chi non è così saggio e lungimirante viene aiutato dallo Stato a prendersi cura di sé.
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