18 novembre 2016

Una mela alla più bella

Cosa c'entra Biancaneve con la Guerra di Troia, il Giardino dell'Eden, re Davide e Betsabea?

biancaneve

Guardate i bambini: desiderano con tutte le forze un orsacchiotto o un giocattolo. E quando lo ottengono, ci giocano un po' e poi lo mettono in un angolo. Noi adulti non siamo molto diversi: che si parli di relazioni sentimentali o di uno smartphone, quando otteniamo ciò che avevamo desiderato lo sostituiamo con uno nuovo.

Iniziamo da Biancaneve

Sarebbe interessante chiedersi come mai sia così importante per la Matrigna essere la più bella. E sarebbe ancora più interessante poterle chiedere di esplicitare quella che in grammatica trasformazionale viene definita "cancellazione": più bella... di chi?

Chi stabilisce chi è la più bella? E in base a quale criterio?

Chi conosce la mitologia classica avrà già intuito che in Biancaneve sopravvivono alcuni elementi del mito di Elena di Troia. Vi riassumo brevemente il racconto:
Un giorno sull'Olimpo si stava svolgendo il banchetto nuziale di Peleo e Teti ed erano stati invitati tutti, persino Ade e Proserpina (sovrani degli inferi), Ares (dio della guerra) e lo zoppo Efesto. Tutti tranne Eris, dea della discordia.
Se ti chiami "Dea della Lite e della Discordia" dovresti anche aspettartelo che non ti spediscano l'invito, e invece Eris ci rimase male e se la legò al dito. Andò nel guardino delle Esperidi, prese una mela d'oro, ci incise sopra «Alla più bella» e la fece rotolare sotto il tavolo delle dee. Figurarsi! Subito Era, Atena e Afrodite iniziarono a litigare e a contendersi la mela. Ogni dea voleva essere la più bella. Per porre fine alla contesa, le tre dee chiesero a Zeus di giudicare.Ma Zeus se ne guardò bene dal prendersi la responsabilità di un simile giudizio (non per niente  era il capo degli déi). Passò quindi la patata bollente a Paride ordinandogli di scegliere chi fosse la più bella. Paride scelse Elena di Troia e il resto della storia lo potete leggere nell'Iliade.
La storia del banchetto vi ricorda l'inizio di La Bella Addormentata nel bosco, vero? Proprio così. Ma vi parlerò della principessa narcolettica in un altro articolo.

Adamo, Eva e la Matrigna

Non vi sarò sfuggito che le dee litigano per una mela. È impossibile non pensare ad Adamo ed Eva. eppure forse non lo sapevate, ma nel libro della Genesi non viene mai detto che Eva mangiò una mela (lo dicono le storie rabbiniche posteriori), si parla genericamente di frutto della conoscenza: in Genesi viene detto che mangiare quel frutto permette la conoscenza del bene e del male. Nel mito, la mela d'oro di Eris è lo strumento per conoscere chi è la più bella.
Ma ciò che maggiormente accomuna i due racconti è il fatto che questi personaggi (Era, Atena, Afrodite, Eva, Adamo) avevano tutto: erano giovani, belli, immortali, invulnerabili, non conoscevano il dolore e la malattia, potevano avere qualsiasi cosa desiderassero. Ma si incaponiscono per quella mela. È come se uno vincesse €99.999,99 e si facesse il fegato amaro per quel centesimo mancante.

Se pensate alla favola di Biancaneve, anche la Matrigna ha lo stesso comportamento irrazionale: a detta dello specchio - che, precisa la favola, non mente mai - la matrigna è una donna bellissima, più bella di migliaia e migliaia di donne, è la più bella di tutto il regno. Ora che Biancaneve è cresciuta - sempre a detta dello specchio - è la numero 2.
E questo non le dà pace. Perché non le basta essere bellissima. Vuole essere la più bella!

Nella Bibbia il profeta Natan racconta questa storiella al re Davide:
«Un povero aveva una pecora, era tutto ciò che possedeva e la sua sola compagnia. Un suo vicino invece ne aveva centinaia. Ma si incaponisce che vuole quella, per cui fa uccidere il povero e gli ruba la pecora».
Il profeta racconta questa storia al re Davide perché lui aveva fatto la stessa cosa: aveva fatto uccidere il marito di Betsabea per rubargli la moglie, nonostante avesse un harem e potesse avere tutte le donne che voleva.

Perché vogliamo ciò che non possiamo avere?

La mela di Biancaneve, il frutto proibito dell'Eden, la mela di Eris, la pecora di re Davide svelano al bambino - e quindi a ciascuno di noi - una grande verità sull'animo umano: quando ci concentriamo su ciò che non abbiamo diventiamo incapaci di godere di quello che abbiamo.

Dal punto di vista psicologico, la mela di Biancaneve ci mostra anche che la ricerca di ciò che è impossibile nasconde spesso la paura. Perché la Matrigna è tanto spaventata dall'essere la numero 2? Perché ci tormentiamo per ottenere l'amore di quell'unica persona che ci mostra in tutti i modi di non amarci? Perché ci ostiniamo a volere la stima di persone che non ci stimano? Perché ci aspettiamo per anni l'affetto da genitori anaffettivi o narcisisti? Di cosa abbiamo paura?
Spesso di ottenere ciò che desideriamo. Desiderare ciò che non potremo avere è in realtà un modo con il quale ci autoboicottiamo. In Analisi Transazionale viene chiamato "copione".
Ma per quale motivo ci autoboicottiamo? Beh, quello lo si scopre solitamente nella stanza della psicoterapia.
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