Il counseling non è una professione: che cosa cambierà per gli psicologi?


La figura del Counselor non psicologo è in palese sovrapposizione con quelle dello psicologo, dello psicologo psicoterapeuta, del dottore in tecniche psicologiche, del medico, del medico psichiatra, del medico psicoterapeuta.
È il Ministero della Salute a dirlo (fonte).

Se la Lettera del Ministero metterà fine in modo definitivo alla "professione di counselor", i cambiamenti che mi immagino saranno questi:

1. Diverse persone non potranno più abusare la professione.

In Italia ci sono circa 10.000 counselor (fonte) ma di questi «la percentuale di chi vive esclusivamente di counseling (inteso come professione autonoma e a se stante) è molto bassa».
Da notare che in questo elenco ci sono molti psicologi. Anni fa scoprii che avevano inserito anche me  e altri colleghi psicologi nel loro elenco! (e chiedemmo subito la rimozione).
Un primo effetto quindi sarà che alcune centinaia di persone non potranno più vivere di counseling. Umanamente mi dispiace per loro: come scrissi anni fa nell'articolo "Come diventare un counselor abusivo" molte sono persone che sono state ingannate da promesse fumose e indotte a investire denari, energie e tempo. Mi dispiace molto, ma non possiamo farci carico noi di questa situazione.

2. I colleghi che guadagnano insegnando counseling dovranno cambiare mestiere

Un secondo effetto è che molti Psicologi rimarranno senza un'entrata - per molti l'entrata principale.
Sempre che ci sia una reale stretta di vite e che lo Stato intervenga capillarmente sull'abuso professionale e l'Ordine sanzioni chi viola il Codice Deontologico.
Anche qui, umanamente mi dispiace per questi colleghi (ma un po' meno, ad essere sincero: leggete i miei articoli "Il paradosso degli psicologi che difendono il counselling" e "Psicologi vs psicoterapeuti vs counselor vs scimpanzé"). Mi dispiace, però nel gioco della vita bisogna giocare lealmente.

3. Terzo cambiamento: più pazienti per tutti!

Eh no. So che la maggior parte degli psicologi (soprattutto i neoabilitati) pensano che eliminando i counselor e i coach ci sarà Abbondanza e Ricchezza per tutti. Ma non sarà così.

Intanto perché, come abbiamo visto, il numero di counselor che vive di counseling non è così alto. Sia chiaro: anche fosse uno solo va vietato perché è un abuso, ma a livello di numeri non immetterà nel mercato migliaia di pazienti in cerca di psicologo.

Inoltre, una buona fetta di clienti dei counselor sono consapevoli. Quando hanno scelto di andare dal counselor o dal coach sapevano bene che non erano psicoterapeuti ma li hanno scelti apposta. Un po' come molti di quelli che si rivolgono all'omeopatia, al massaggio biospirituale o ai fiori di Bach sanno bene che non sono medici né fisioterapisti ma ci vanno lo stesso. È un po' il frutto di quel sottobosco paranoide di mentalità antikasta, antimedicinaufficiale, antiscienzaufficiale etc.
Recupereremo - per loro fortuna -  quelle persone che erano state ingannate pensando che il counselor equivalesse allo psicologo o allo psichiatra. Ma quegli altri, quelli consapevoli, se verrà loro impedito di andare dal counselor andranno dal mago, dallo sciamano o dal guru, secondo me.


In conclusione: ottimo che l'Ordine abbia segnato un'altra vittoria sull'abuso. Ottimo che si blocchino gli inserimenti in ASL etc di persone che abusano la professione.

Ma oltre a questo occorre mettere mano ai problemi più gravi che affliggono la professione e che ci stanno rendendo via via sempre più marginali nell'economia della salute (vedi "Pazienti poveri e Psicologi poveri: una causalità circolare negativa").